Gli zombie aprono Cannes

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(AdnKronos/Cinematografo.it) Molto difficile prevedere il palmares di Cannes 2019, secondo il daily cinematografo.it. Qualche titolo 'certo' e molti outsider, con gli States che mancano la vittoria dal 2011. Come finirà? Come da consuetudine, alla vigilia della cerimonia di premiazione (domani, 25 maggio, a partire dalle ore 19.15), rieccoci a vaticinare sull’ipotetico TotoPalma di questa 72° edizione del Festival di Cannes. Favori di critica e pubblico spesso e volentieri non collimano poi con le scelte delle giurie internazionali. Giuria, ricordiamo, quest’anno presieduta da Iñárritu e composta, tra gli altri, anche dalla nostra Alice Rohrwacher. Dovessimo attenerci alle logiche più 'ovvie', ai favori di critica e pubblico insomma, i titoli che hanno messo d’accordo più o meno tutti sono 'Dolor y Gloria' di Pedro Almodóvar (che non ha mai vinto la Palma d’Oro), 'The Wild Goose Lake' di Diao Yinan (che con il suo film precedente, nel 2014, vinse l’Orso d’Oro a Berlino), 'Il traditore' di Marco Bellocchio (per la settima volta in concorso, finora rimasto sempre a mani vuote) e 'Parasite' di Bong Joon-Ho (che due anni fa presentò il dimenticabile 'Okja', tra gli ultimi film Netflix ospitati sulla Croisette). Altre considerazioni che verrebbero da fare riguardano non tanto la cabala ma, mutuando le logiche del lotto, i cosidetti “numeri ritardatari”. Da quant’è che al Festival di Cannes non vince la Palma d’Oro un film americano? Sono passati otto anni, era il 2011, si impose Terrence Malick con 'The Tree of Life'. Quanto si è dibattuto ultimamente sul gap ormai evidente con la Mostra di Venezia in termini di posizionamento per quello che riguarda poi la successiva stagione degli Oscar e via dicendo? Anche per questo, e non perché il film poi non meriterebbe un riconoscimento pieno, 'A Hidden Life' dello stesso Malick per chi scrive potrebbe essere l’indiziato numero uno per la vittoria finale. Ma in orbita premio non può essere lasciato fuori neanche il vero 'padrone' di questo Festival, ovvero Quentin Tarantino. Il suo 'Once Upon a Time in Hollywood' (accolto in maniera non omogenea dagli addetti ai lavori) è stato il vero e proprio 'riempipista' di questa edizione della kermesse. Il 25° anniversario della Palma d’Oro vinta con Pulp Fiction influirà in qualche modo? O è più facile ipotizzare una doppia Palma per i due interpreti protagonisti, Leonardo Di Caprio e Brad Pitt, assicurando così alla cerimonia di premiazione anche la sua giusta dose di glamour? Altra questione, sempre attuale e abbastanza controversa, relativa al gender gap: tra le quattro registe in concorso (Sciamma, Diop, Hausner e Triet, quest’ultima chiuderà la gara questa sera con 'Sibyl') ad oggi l’unica che potrebbe entrare in palmares pensiamo possa essere la prima, Céline Sciamma, con 'Portrait de la jeune fille en feu', film che potrebbe anche vedere premiate le due protagoniste femminili (Noémie Merlant e Adèle Haenel). Tra gli altri titoli in orbita premio, anche 'La gomera' di Corneliu Porumboiu e 'Roubaix, une lumière' di Arnaud Desplechin. Detto ciò, facciamo umilmente notare che seppur meno in forma del solito, in concorso erano presenti anche i fratelli Dardenne con 'Le jeune Ahmed' e Ken Loach con 'Sorry We Missed You': tanto i primi quanto il secondo fanno parte del ristretto novero dei registi ad aver vinto già due volte la Palma d’Oro (insieme a Michael Haneke e Francis Ford Coppola). Resteranno a bocca asciutta?

Si è aperta ufficialmente ieri sera, con il tradizionale red carpet, la 72° edizione del Festival di Cannes , in calendario fino al 25 maggio. Sul palcoscenico del Grand Théâtre Lumière al Palais des Festivals, il maestro di cerimonie, attore e regista Edouard Baer ha dato il benvenuto alla giuria del concorso, presieduta da Alejandro González Iñárritu, e composta da Enki Bilal, Maimouna N’Diaye, Yorgos Lanthimos, Kelly Reichardt, Robin Campillo, Pawel Pawlikowski, Elle Fanning e Rohrwacher. 

Quattro uomini e quattro donne (due attrici, due registe) capitanati dal regista messicano per assegnare la Palma d’Oro e gli altri riconoscimenti di questa edizione del Festival. Con Charlotte Gainsbourg e Javier Bardem a fare gli onori di casa.  

Apre le danze la première mondiale di 'The Dead Don't Die', lo zombie movie di Jim Jarmusch (che in Italia sarà distribuito dal 13 giugno), film d'apertura e il primo a competere per la Palma d'oro, che racconta come, in una tranquilla cittadina di provincia, la polizia locale e alcuni civili si ritrovano ad affrontare un'improvvisa apocalisse zombie. 

Iñárritu, incontrando la stampa poco prima del red carpet inaugurale del festival francese, non si è sottratto all'ormai abituale querelle su Netflix, anche quest'anno assente al Festival: “Bisogna ragionare sul senso della visione. Guardare un film e vedere un film sono due cose diverse. Non ho niente contro chi sceglie di vedere un film su uno smartphone, ma il cinema nasce come esperienza collettiva e credo che solamente come tale abbia veramente senso" ha detto il regista, per poi aggiungere: "Però dobbiamo anche pensare a quanti dei film che vedremo in questi giorni al Festival arriveranno mai in sala. Credo pochi, in Messico ad esempio pochissimi. E Netflix, da questo punto di vista, sta svolgendo un grande lavoro nella diffusione di opere che altrimenti vedrebbero in pochissimi".