Il capo di Goldman Sachs contro il lavoro da remoto: "È un'aberrazione"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
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David Solomon (Photo: Getty)
David Solomon (Photo: Getty)

Per il numero uno di Goldman Sachs, David Solomon, il lavoro da remoto è una “aberrazione” e non certo una possibile “nuova normalità”. Il ceo della banca d’investimento – citato dalla Bbc – ha espresso il desiderio di veder quanto prima tornare i dipendenti in ufficio, in controtendenza rispetto ad altre aziende secondo cui il lavoro da casa potrebbe diventare permanente.

Goldman Sachs – ha dichiarato Solomon - ha operato per tutto il 2020 con “meno del 10% del personale” in ufficio. Una modalità che – ha suggerito – non si adatta alla cultura del lavoro della banca che dirige. “Penso che per un’azienda come la nostra, [basata su] una cultura dell’apprendistato innovativa e collaborativa, questo non sia l’ideale. E non è una nuova normalità. È un’aberrazione che correggeremo il prima possibile ”, ha assicurato mercoledì durante una conferenza.

In particolare, Solomon ha espresso preoccupazione per una “classe” in arrivo di circa 3.000 nuove reclute, che non avrebbero ricevuto il “tutoraggio diretto” di cui hanno bisogno. “Sono molto concentrato sul fatto che non voglio che un’altra classe di giovani arrivi a Goldman Sachs in estate da remoto”, ha detto.

Secondo l’ad, la pandemia ha sì contribuito a spingere l’adozione di tecnologie digitali e creato modi per far funzionare la banca d’investimento in modo più efficiente, ma questa esperienza non dovrebbe portare a grandi cambiamenti a lungo termine. “Non credo che quando usciremo dalla pandemia la modalità operativa generale del modo in cui opera un’azienda come la nostra sarà molto diversa”, ha detto.

Nel settore finanziario, sembra che Mr Solomon non sia il solo. A settembre, l’amministratore delegato di JP Morgan Jamie Dimon ha affermato che lavorar...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.