Google Maps? Obsoleto. Oggi con w3w tutti i luoghi del mondo hanno un indirizzo (divertente)

Nonostante le rilevazioni satellitari, il GPS e Google Maps, talvolta per arrivare in un determinato luogo facciamo lo stesso fatica. Soprattutto se tale luogo si rivela essere sperduto nella natura (pensiamo ad esempio a un rifugio in montagna) oppure immerso nel vuoto digitale (quando c’è la mappa bianca, segnale che non ci sono strade rilevate oppure che mancano altri riferimenti).

Adesso c’è un sistema, chiamato W3W, che può dare l’esatta indicazione del luogo attraverso un algoritmo che assegna dei nomi a ogni singolo punto della mappa. Facciamo un esempio: vogliamo incontrare una persona in un punto esatto fuori dal Colosseo a Roma? Basterà scrivere “ci vediamo a mignolo.chiesto.lievito“, e grazie all’indirizzo esatto non si perderà tempo a cercare tra la folla.

Il Colosseo (W3W)

Il lato divertente è appunto il nominativo che il sistema assegna ai luoghi. W3W si basa su una divisione del mondo in quadratini di 3×3 metri; per ogni quadratino è stato generato un composto di tre parole (in ogni lingua, compreso appunto l’italiano) che permette all’utente non solo di avere un indirizzo univoco a disposizione, ma pure di ricordarlo più facilmente. A disposizione ci sono 40mila parole che messe insieme in vari modi formano circa 64 miliardi di combinazioni, 7 miliardi in più rispetto al numero dei quadratini nella “griglia” terrestre in W3W.

Ideato da Chris Sheldrick, un manager musicale inglese con un pessimo senso dell’orientamento quando doveva organizzare concerti, e messo a punto dai matematici Jack Waley-Cohen e Mohan Ganesalingam, il W3W si pone come ambizioso obiettivo il superamento del sistema Gps, che si basa su coordinate molto complicate da ricordare. A titolo di confronto, ecco la Scala di Milano: nel “linguaggio” gps le coordinate sono 45°28’02.8″N 9°11’21.4″E, mentre con il W3W uno degli indirizzi dedicati è “acuti.alati.essere”. Per luoghi grandi come il Colosseo o la Scala la griglia 3×3 genera molti nomi: dipende dall’utente scegliere quello che più gli torna utile.

La Statua della Libertà a NY (W3W)

Passiamo però alle cose serie, perché il sistema può risultare utilissimo in paesi che per geografia, per mancanze infrastrutturali o per bassa densità demografica presentano una rete di strade non fitta. Sappiamo infatti che le poste della Mongolia utilizzano già il sistema W3W per arrivare più facilmente alle case costruite in luoghi remoti; laggiù non ci sono indirizzi tradizionali. Oltre a loro altri sette paesi hanno cominciato a utilizzarlo, come Nigeria e Costa d’Avorio.

La sommità dell’Everest (W3W)

W3W potrà aiutare nella velocizzazione dei commerci e per la localizzazione delle persone. Il sistema di logistica Aramex lo sta usando a Dubai per evitare situazioni nelle quali, in una città dove i nomi delle strade non ci sono, le indicazioni diventino uno scherzo. Anziché sentirsi dire “Guidi fino alla moschea di Al Khawaneej, non quella grande ma quella piccola vicino al parco, prosegua 500 metri oltre le 3 palme, prenda la prima a destra, poi la seconda a sinistra, fino al cancello di ingresso”, basterà usare le già citate tre parole, che inserite nel navigatore daranno immediatamente il responso. In altre situazioni, il sistema è stato collaudato per evitare di rimanere fuori di notte, alla mercé di malintenzionati: chiamando un taxi magari dall’interno di un bar o di una casa, il tassista saprà esattamente dove parcheggiare, senza rischi.

Per provarlo, cliccate qui.

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