Google vuole incoraggiare i suoi utenti a usare un linguaggio più inclusivo (e ha tutto il nostro supporto)

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Photo credit: Sarah Mason - Getty Images
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Vi ricordate di Clippy, la graffetta fastidiosa che negli anni 90 dava indicazioni di scrittura su Microsoft Word? Oggi probabilmente vi direbbe - saltando fuori dal foglio con il suo sorrisetto: "Sembra che tu stia usando un linguaggio poco inclusivo" e probabilmente avrebbe anche ragione. L'italiano - c'è poco da fare - è una lingua che alimenta il binarismo di genere. Abbiamo due opzioni soltanto: maschile o femminile, non esiste il neutro, nemmeno al plurale come in inglese. Così se oggi vogliamo cercare di essere più inclusivi ed evitare, ad esempio, il maschile generico dobbiamo fare lo slalom tra le regole grammaticali oppure adottare il tanto discusso asterisco (o la schwa come nel comune di Castelfranco Emilia). La direzione però sembra essere quella (una soluzione quindi si dovrà trovare) e ce lo conferma anche Google che ha annunciato di volere promuovere l'uso del linguaggio inclusivo tra i propri utenti.

Già nel 2020 la guida di stile interna di Google era stata aggiornata, incoraggiando gli sviluppatori a evitare un “linguaggio inutilmente di genere” nella loro documentazione. Al posto di "mankind" quindi, per indicare l'umanità, meglio usare il più generico "humanity" e via dicendo. Questa scelta era stata fatta dopo forti pressioni e critiche sulla scarsa attenzione di Google a tematiche di genere e a bias razzisti presenti nei suoi algoritmi. Così ora il colosso di Mountain View ha deciso di intensificare lo sforzo e ha lanciato una nuova funzione in Google Docs che spingerà gli utenti a scrivere in un linguaggio neutrale rispetto al genere per evitare di offendere colleghi o amici. Se si scriveranno parole come "chairman", "presidente", l'elaboratore di testi online attiverà la funzione per suggerire la forma più neutrale "chairperson" e via dicendo. Nel mirino non ci sarebbe solo il maschile generico, ma anche il linguaggio abilista, violento e discriminatorio. Ovviamente c'è già chi protesta perché certe parole "suonano male", un po' come quando qui in Italia sosteniamo l'uso dei femminili nei nomi che indicano le professioni. Pur essendo grammaticalmente corretti, c'è chi di sentire "ingegnera" o "architetta" proprio non vuol saperne. Del resto siamo cresciuti (e cresciute) a pane e maschilismo interiorizzato, cosa possiamo pretendere?

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La funzione di Google verrà introdotta come parte del nuovo Smart Canvas, uno strumento di collaborazione progettato per semplificare il lavoro tra le piattaforme Documenti, Fogli e Presentazioni dell'azienda. L'idea è quella di stimolare gli utenti a adottare un linguaggio meno sessista o abilista in modo che entri pian piano nell'uso comune senza più bisogno di correzioni o postille modalità Clippy. Le nuove funzionalità dovrebbero essere disponibili entro la fine dell'anno e a noi non resta che aspettare e sperare che vengano sviluppate anche in versione italiana. Per ora, ci basterebbe che non venissero segnati in rosso nomi e articoli di cariche istituzionali femminili, come puntualmente avviene su Docs. Come primo step non ci sembra di chiedere troppo, vero Google?

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