Gorbaciov, Bertinotti: "Figura tragica di riformista"

(Adnkronos) - "Scompare un protagonista della storia contemporanea, e questa è la considerazione più banale. Aggiungo, dal punto di vista di chi ha vissuto dall'interno quella storia grande e terribile, che quella di Gorbaciov è una figura tragica, che ha vissuto in un tempo e con una scelta politico strategica impossibile". Lo dice, conversando con l'Adnkronos, l'ex segretario di Rifondazione comunista e ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, commentando la scomparsa di Michail Gorbaciov.

"Si era dato un compito molto ambizioso ma impossibile, cioè la riforma del sistema del Socialismo reale. Il sistema era irriformabile, come dimostrò poi la sua caduta. La terribile scelta dell'invasione sovietica di Praga - afferma Bertinotti - è stata ultima chance persa per la riformabilità. In questo senso Gorbaciov è una figura tragica: molte buone intenzioni nel suo programma, ma senza percepire il punto essenziale, l'irriformabilità. Ha una sua nobiltà, è uno degli ultimi uomini politici del '900 con il piombo dell'ala di dovere vivere la fase conclusiva del secolo, e il fallimento di una grande esperienza che aveva condotto alla Rivoluzione d'Ottobre".

"Gorbaciov vive quella grande impresa, ma non vede che era irriformabile. Gli si può applicare la categoria di Federico Caffè, 'la solitudine del riformista', con il sovraccarico dell'impresa impossibile: i riformisti possono fare accettare la modestia del loro impegno perché è ciò che è possibile. Un riformista senza la possibilità è disarmato. Resta la nobiltà - aggiunge Bertinotti - anche perché il confronto con gli altri leader dell'Unione sovietica del tempo è improponibile. Basti pensare al confronto tra Gorbaciov, e la figura impresentabile di Eltsin, un riformista contro un avventuriero. E' anche il segno della decadenza, che presenta questo carattere avventurista, a cui si contrappone la grande dignità di uno sconfitto".