Gordini: "I pazienti sono più giovani e molto compromessi"

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focolaio ospedale Rovigo
focolaio ospedale Rovigo

Il direttore del dipartimento Emergenza urgenza dell’Ausl di Bologna Giovanni Gordini ha affermato che l’unico modo per fermare il virus è istituire un lockdown: i reparti del suo ospedale, ha spiegato, sono di giorno in giorno più saturi e “la situazione è grave“.

Gordini chiede il lockdown

Per superare le drammatiche conseguenze sociali ed economiche nonché il clima di depressione e di difficoltà causato dall’emergenza sanitaria è per lui necessario che capire che il virus si diffonde tanto e l’unico modo per limitarlo è vivere isolati. Intervistato da Repubblica, ha sottolineato come la struttura in cui lavora abbia aperto nuovi posti letto in area critica, trasformato di nuovo in Covid reparti prima riconvertiti e ridotto ancora l’attività chirurgica.

Inoltre rispetto a prima i pazienti sono più giovani e vanno dai 45 ai 75 anni con un’età media intorno ai 60. “Il problema è che arrivano molto compromessi perché si tende a sottostimare i primi sintomi. Vengono ricoverati più tardi, sono gravi, ma essendo anche più giovani la degenza è più lunga“, ha spiegato chiarendo uno dei motivi per cui i reparti sono pieni e si è reso necessario il trasferimento di alcuni ospiti presso altri ospedali della regione.

Per questo ritiene che l’istituzione della zona arancione scuro non sia sufficiente a fermare i contagi ma serve un lockdown. Anche perché “è peggio di prima e vediamo che sta arrivando qualcosa che ragionevolmente, in termini di volumi, sarà almeno come la prima ondata“. Con la differenza che gli ospedali sono pieni di pazienti non Covid, come dimostrato dall’alto numero di accessi in Pronto Soccorso ortopedico che non si vedevano da mesi. “Un segno che la gente gira“, ha concluso.