Gordon Brown: "Il G20 farà la storia"

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(Photo: Duncan McGlynn via Getty Images)
(Photo: Duncan McGlynn via Getty Images)

Un vaccino per i Paesi poveri per inoculare il mondo contro il virus del nazionalismo. E’ questo l’appello di Gordon Brown, ex primo ministro britannico e ambasciatore Oms, a Mario Draghi - che sottolinea di conoscere “da oltre 20 anni ed è un eccezionale statista” forte della “fiducia degli altri membri del G20″ - e agli altri leader. In un’intervista a Repubblica afferma come sia “un’ottima notizia che l’Italia presieda il G20”, una “opportunità per fare storia” perché “possiamo coordinare il flusso dei vaccini” e “creare i mezzi con cui prevenire future pandemie”. Secondo Gordon Brown, il G20 “può fare la differenza” proprio a cominciare dal “coordinare il flusso di vaccini in tutto il mondo” perché se “sei mesi fa, il problema era la produzione di vaccini, ora è l’iniquità della distribuzione”.

“L’Africa ha vaccinato solo il 5% della popolazione, mentre Europa e America circa il 70%. Nei Paesi ricchi siamo già alla terza dose, ma nei Paesi in via di sviluppo la gente non ha la possibilità di ricevere il primo vaccino - rileva - Solo il G20 può risolvere questo problema. Perché i Paesi sviluppati hanno un surplus di vaccini inutilizzati. E dovrebbero essere trasportati il più rapidamente possibile nei Paesi più poveri”. Questo fine settimana i 20 “hanno grandi decisioni da prendere su altri temi”, prosegue, ma “ciò che sta bloccando l’attività economica nel mondo” e “impedendo un ritorno alla normalità è il virus”.

Per Gordon Brown, preoccupato dal fatto che “l’ideologia dominante dell’epoca sia il nazionalismo”, il G20 può “fare un grande passo avanti” e “se non viene fatto, a perderci siamo tutti” perché “dobbiamo essere consapevoli che quest’era di nazionalismo, che è più aggressiva di quanto non fosse dieci o cinque anni fa, è in realtà una barriera alla crescita”. “Ed è una barriera al commercio - sottolinea - Abbiamo bisogno di maggiore cooperazione tra nazioni se vogliamo evitare alcune delle insidie che ci aspettano nei prossimi mesi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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