Governo, Bellanova: "Ci aspettiamo segnali chiari, nessuno è insostituibile"

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"Già oggi ci devono essere dei segnali molto chiari. Si cominci a scendere dal piedistallo. Qui nessuno è insostituibile, non lo sono io, non lo è Iv, non lo è neanche il presidente del Consiglio". Lo ha detto a 'Omnibus' (La7) il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, capo delegazione di Italia Viva, sottolineando che "noi stiamo facendo un grande sforzo perché per me il tempo è già finito. Ora bisogna dire effettivamente cosa si vuole fare. Conte vuole misurarsi con la soluzione dei problemi? Allora non minacci di andare in Parlamento, perché quella non è una minaccia: in Parlamento bisogna andare per avanzare delle proposte. Se si ha il consenso si governa altrimenti si passa la mano".

Secondo Bellanova "quando c'è il richiamo alle elezioni si sottintende che sulla base dei sondaggi Italia Viva non torna in Parlamento. Grazie della comunicazione, ma i sondaggi valgono anche per gli altri e la riduzione dei parlamentari è stata fatta per tutti. Allora, sicuri che i deputati e i senatori di Pd, M5S e altri partiti per tenere Conte sul suo piedistallo sono disponibili ad andare al voto o tutti chiedono di avere un confronto di merito? Con tutto il rispetto, va bene Conte, ma io mi preoccupo un po' di più di quei tanti ragazzi e ragazze che continuano a scriverci per dire: ci state indebitando, qualcosa per il nostro futuro la volete fare?", dice.

"Conte scenda dalla sua torre d'avorio e cominci a confrontarsi al pari degli altri su cosa serve davvero al Paese, su come si risponde alle emergenze. Ci deve dimostrare che i temi che abbiamo posto sono sbagliati", avverte.

In mattinata, dai microfoni di Radio 24, Belanova ha avvertito che "Conte deve decidere se siamo utili e dare risposte sui temi che abbiamo posto. Per me il problema non è se c'è questo ministro o quell'altro, se Conte fa il presidente del Consiglio o meno ma rispondere a quella problematica enorme del 34% di assunzioni in meno nel 2020". "Gli italiani sono interessati a sapere che cosa vuole fare il governo, se si passa dall'assistenzialismo agli investimenti".

"Noi stiamo ponendo problemi di merito su cosa si deve fare - continua - Da mesi abbiamo posto l'esigenza di avere un nuovo accordo programmatico sulla base del quale affrontare le emergenze vere di questo Paese, che non è la sorte di alcuni ministri né del presidente del Consiglio. Tutti importanti ma meno importanti delle sorti del Paese". "Abbiamo posto dei problemi sul Recovery Plan, se si sono fatti dei cambiamenti evidentemente abbiamo posto dei problemi giusti", osserva la ministra.

Proprio sulla bozza del Recovery Plan, Bellanova spiega che "ci sono arrivate ieri 13 cartelle, le stiamo analizzando e oggi all'incontro con i capi delegazione porteremo un documento dove diremo quello che ci convince e quello che non ci convince. Ci stiamo lavorando per evitare interpretazioni e retroscena del tutto infondati". "Quelli posti da Iv non sono problemi di spartizione di potere ma problemi che riguardano la vita degli uomini e le donne di questo Paese", ha aggiunto, sottolineando che poi nelle 13 cartelle del Recovery Plan c'è "solo una sintesi ma ci sono problemi per il mio ministero, con interventi mancanti su agricoltura e tutela del territorio, per filiere e meccanizzazione servono almeno 4 miliardi".

Infine, parlando dell'assalto al Congresso Usa, per Bellanova, il premier Conte è stato troppo morbido sui fatti di Capitol Hill: "Mentre altri capi di Stato hanno condannato chi era responsabile di quegli atti osceni, noi abbiamo avuto una dichiarazione che non ha nemmeno richiamato Trump. Noi siamo dalla parte della democrazia, non del populismo", dice. In passato - insiste Bellanova - Conte aveva già dichiarato la sua affinità di vedute con Trump. Un grande Paese come il nostro deve dire chiaramente da che parte sta".