Governo, Brunetta (Fi): incertezza pesa su giudizi agenzie rating

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Roma, 2 set. (askanews) - "L'Italia è attesa nelle prossime settimane da una agenda di fuoco. Agenda che il Paese si appresta ad affrontare in piena stagnazione economica e con una crisi di Governo ancora lontana dall'essere risolta. L'ultima rilevazione compiuta dall'Istat sul Pil italiano del secondo trimestre, che ha fatto segnare uno 0,0%, non aiuterà certamente il nuovo governo giallorosso, semmai questo dovesse nascere davvero. Di questo quadro negativo ne dovrà tenere conto l'agenzia di rating Moody's, che esprimerà il suo giudizio sul debito sovrano italiano questa settimana e Standard & Poor's, che si esprimerà a fine ottobre. Possibile che il giudizio di Moody's venga mantenuto invariato, per effetto del forte calo dei rendimenti sovrani verificatosi negli ultimi giorni, ma l'analisi sulla sostenibilità del debito italiano dovrebbe confermare un aumento del rapporto deficit/Pil e debito/Pil, per effetto della riduzione della crescita. Anche l'incertezza politica che dura ormai da diverse settimane dovrebbe pesare in negativo sul giudizio". Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

"Della riduzione della crescita - aggiunge - dovrà tenere conto il Tesoro nella stesura della Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanze, che dovrà essere presentata entro fine mese al Parlamento e che darà ufficialmente il via alla sessione di bilancio autunnale. Considerati gli ultimi dati sul Pil del primo semestre, è quasi scontato che il Tesoro abbasserà le sue previsioni di crescita tendenziale allo 0,0%, in linea con le stime delle altre istituzioni internazionali. Tale riduzione comporterà l'aumento automatico del rapporto deficit/Pil per il 2019, che salirà quindi al di sopra del 2,04% concordato con la Commissione con la manovra correttiva fatta la scorsa primavera e per gli anni successivi, aumentando così l'onere della prossima Legge di Bilancio, che già parte con meno risorse a disposizione. In peggioramento anche il rapporto debito/Pil, sia per la riduzione del denominatore, sia per l'aumento del numeratore, che sconterà, tra le altre cose, i mancati introiti da privatizzazioni per 18 miliardi di euro, che il ministro dell'economia Giovanni Tria aveva scritto nel DEF di Aprile e che, invece, comporterà proventi pari a zero. L'ennesima promessa mancata".