Governo, c'è l'accordo: M5S e Lega al Colle. Scontro con il capogruppo Ppe

Visita di Mattarella a Dogliani in occasione dell'anniversario del giuramento di Luigi Einaudi

La

partita per palazzo Chigi si è chiusa

a Roma dopo un faccia a faccia di due ore tra Salvini e Di Maio, nella mattina di domenica in un luogo top segret. I due protagonisti alla fine sembrano convergere su un nome solo: 

Giuseppe Conte

, docente di diritto privato, uomo indicato dai Cinquestelle come ministro in pectore prima delle elezioni del 4 marzo. E ora è arrivato il momento di incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nel frattempo, nella mattinata Di Maio si è riunito con i fedelissimi Cinquestelle Alfonso Bonafede, Danilo Toninelli e Laura Castelli, nel palazzo dei gruppi della Camera. E Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono incontrati a Montecitorio. Il faccia a faccia, "lungo e cordiale" secondo quanto si è appreso, è rientrato in una serie di colloqui che il segretario della Lega ha avuto in vista delle consultazioni al Colle.

Nel pomeriggio, infatti, riprendono le consultazioni. Alle 17.30 salgono al Colle Danilo Toninelli e Giulia Grillo, rispettivamente presidente del Gruppo Parlamentare 'MoVimento 5 Stelle' del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, accompagnati da Luigi Di Maio, capo della forza politica MoVimento 5 Stelle. Alle 18 Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, rispettivamente presidente del Gruppo Parlamentare 'Lega - Salvini Premier' del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, accompagnati da Matteo Salvini, segretario Federale del partito Lega - Salvini Premier.

Intano, è intervenuto Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo e membro della Csu bavarese, che ha messo in guardia Lega e Movimento 5 Stelle: "Das ist ein Spiel mit dem Feuer", tradotto: state giocando col fuoco. "L'Italia è pesantemente indebitata", ha ricordato Weber in una dichiarazione ai media tedeschi, avvertendo che "azioni irrazionali o populiste potrebbero provocare una nuova crisi dell'euro" e facendo appello a rimanere "nei confini della ragione". Weber ha comunque riconosciuto che bisogna "dare una possibilità" alla nuova coalizione di governo italiana "perché rispettiamo i risultati elettorali". Il capogruppo dei Popolari europei si è detto convinto che le formazioni populiste saranno costrette a scendere a compromessi perché "nella vita di tutti i giorni non c'è altra alternativa che lavorare a stretto contatto e in collaborazione con i nostri vicini in Europa".

La replica della delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo non si è fatta attendere: "Il capogruppo del Ppe Manfred Weber ha perso un'occasione per tacere. Scherza col fuoco chi non rispetta la democrazia e chi vuole calpestare l'esito delle elezioni del 4 marzo cercando di imporre l'ennesimo governo tecnocratico. Il Movimento 5 Stelle è un'occasione di cambiamento per un'Europa che ha deluso i cittadini con politiche di austerity fallimentari e una gestione egoistica dell'immigrazione. Ricordiamo a Weber che in tutti i Comuni italiani amministrati dal Movimento 5 Stelle il debito è sceso e gli interventi alle municipalizzate hanno consentito grandi risparmi per i cittadini senza diminuire la qualità dei servizi. Questi risultati sono stati premiati dai cittadini e non saranno le minacce di qualche emissario della Merkel a condizionare le posizioni del futuro governo. Il nostro faro sono i cittadini italiani".