Governo , Cacciari: "Per Draghi sarà difficile fare riforme"

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Massimo Cacciari apprezza l’intervento del Mario Draghi al Senato, specialmente per la parte riguardante l'emergenza Covid, ma sottolinea quanto sia complicato per il premier attuare le riforme “Certamente quello di Draghi è stato un discorso più puntuale di quelli che ci eravamo abituati a sentire negli ultimi insediamenti. Ho apprezzato soprattutto la parte sulla pandemia, che non è affatto neutrale, non colpisce tutti nello stesso modo. Ma come li metti d'accordo Forza Italia e Cinque Stelle sulla riforma della giustizia?". In un'intervista alla Stampa, l'ex sindaco di Venezia ribadisce che "a pagare di più, a parte chi crepa, sono i giovani, le donne, i lavoratori fragili. Non so se esistano dati anche da noi, ma negli Stati Uniti le statistiche dicono che i meno abbienti, le persone disagiate, sono colpite dal contagio quattro volte di più di chi sta bene”.

Per il filosofo, “il nostro sistema di protezione è squilibrato, lo dico da mesi. Non si può affrontare la pandemia senza vedere che metà della popolazione è al sicuro mentre l’altra metà passa dai disagi gravissimi alla disperazione. Bisogna rimediare prima che salti il tappo e scoppi la rivolta sociale . Quando i licenziati usciranno da sotto il tappeto che sembra renderli invisibili un problema. Non potremo ricorrere in eterno alla cassa integrazione senza mettere in crisi l'Inps e su questo tema non ho sentito dire un gran che".

"Draghi interverrà sulla pandemia - sostiene Cacciari - organizzerà un nuovo piano vaccini e userà i soldi del Next Generation Eu anche per affrontare le gravi crisi industriali. Quelle, da Alitalia all'Ilva, sono vere gatte da pelare. In Senato ha detto una cosa su cui mi pare si siano soffermati in pochi: i soldi non andranno alle aziende decotte. Mi aspetto che Draghi affronti le crisi in modo socialmente sensibile. Non so se basteranno i soldi europei, ma so che il sistema previdenziale è squilibrato e per immaginare un cambiamento servirà, in questo caso davvero, il contributo di tutti. Non ci sarà la patrimoniale, ma una manovra di bilancio decisa sì“.

Quanto alla composizione del Governo, Cacciari afferma che “sono due i punti politici da capire, la Lega ei 5 Stelle: sarà interessante vedere se questa svolta giorgettiana è radicata e destinata a durare con Salvini comunque leader. E i 5 Stelle, vedere se esplodono o no”. Per ora vogliono federarsi con Pd e Leu, “mi pare un fatto positivo. Hanno davanti scadenze decisive (penso al voto in città come Torino, Roma e Napoli) e dunque è meglio che trovino un modo per marciare divisi e colpire uniti”. Mentre il Pd “si barcamena. Come sempre".