Governo, caos sottosegretari: Conte insiste

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Il governo è ai suoi primi giorni di lavoro dopo aver ottenuto la fiducia, ma gli intoppi non sono tardati. A tutt’oggi, infatti, mancano ancora i sottosegretari e la situazione sta iniziando a diventare pesante, con il premier Conte che insiste e chiede risposte a stretto giro. Per questa mattina alle 9.30 è convocato un Consiglio dei ministri, il quale dovrebbe proprio avere lo scopo di dare risposte relativamente alla rosa dei sottosegretari che si unirà all’esecutivo giallorosso.

Governo, caos sottosegretari

A margine dell’incontro avvenuto giovedì pomeriggio, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Dario Franceschini hanno avuto un colloquio. Sarebbe proprio in questa circostanza che i tre avrebbero maturato la decisione di chiudere la questione entro venerdì mattina: un’ulteriore perdita di tempo non farebbe altro che aumentare tensioni e caos. Le caselle da riempire sono esattamente 42, ripartite tra le forze al governo: il primo tentativo era stato quello di chiudere la partita entro giovedì, ma la grande quantità di aspiranti ha fatto terminare la giornata con un nulla di fatto. “Si slitta a martedì” dicono negativi i pentastellati, ma il premier sembra non voler sentire ragioni: intenzionato a risolvere il prima possibile. Pd e LeU sarebbero sulla stessa lunghezza d’onda del premier.

Gli aspiranti sottosegretari

La lotta è serrata e si combatte per ogni casella. Le previsioni dicono che al Movimento 5 Stelle dovrebbero andare 22 sottosegretari, contro i 18 assegnati al Pd. Il numero dei Dem potrebbe però diminuire, scendendo a 17, nel caso in cui LeU dovesse vedere accolta la richiesta di un sottosegretario in più. Tra i nomi pentastellati spuntano: Elisabetta Trenta, Barbara Lezzi, Roberta Alaimo, Adriano Varrica, Andrea Giarrizzo. Tanti i contendenti per il posto al ministero dell’Interno, dove però c’è chi auspica, per ridurre al minimo la presenza politica, solo due sottosegretari. Tra le fila del Pd sono dati quasi per certi gli incarichi di Marina Sereni, Anna Ascani, Debora Serracchiani, mentre tra i renziani spicca la candidatura di Piero De Luca.

L’attacco di Salvini

Qualcuno, tra le fila del Pd aveva previsto la situazione: continui rinvii non farebbero altro che fare da sponda all’opposizione, e così è stato. Non appena Salvini è venuto a conoscenza della fumata nera durante il vertice, è andato all’attacco: “Già si scannano per le poltrone. Presidente Mattarella, davvero gli italiani meritavano uno schifo simile?“.