Governo in carica per affari correnti: che cosa significa

Mario Draghi
Mario Draghi

Il governo in carica per gli affari correnti, in attesa della formazione di un nuovo esecutivo, dovrà occuparsi di alcuni compiti necessari. Si tratta di una modalità che mira al proseguimento delle attività, poichè il Paese non può rimanere sprovvisto di un esecutivo: si incorrerebbe in una paralisi amministrativa. Ma cosa significa esattamente la formula sopracitata? Non è una vecchia conoscenza presente nella nostra Costituzione. Di fatto, viene proposta con l’obiettivo di delimitare le competenze che spettano ad un premier dimissionario.

Governo in carica per gli affari correnti: cosa sta succedendo

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, ha dovuto prendere atto delle dimissioni di Mario Draghi dalla sua carica di Presidente del Consiglio. Il fatto accadeva una settimana fa. Il premier, nonostante la fiducia ottenuta al Senato, ha voluto dimettersi al cospetto del Capo dello Stato. Nel frattempo, Lega, Forza Italia e M5s si sono rifiutate di prendere parte al voto, sottraendo il proprio appoggio alla causa.

La crisi politica è stata ufficialmente annunciata, considerando che i voti a sostegno di Draghi hanno raggiunto una quota irrisoria di 95.

Alla luce della situazione attuale, il Presidente Mattarella può solo decidere di scogliere le Camere per indire nuove elezioni che, con ogni probabilità, avranno luogo ad ottobre: sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica.

Vediamo di cosa si dovrà occupare il governo in carica per affari correnti.

A cosa si andrà incontro

Il governo in carica per affari correnti si assoggetterà al provvedimento secondo cui l’esecutivo dovrà garantire una continuità amministrativa. Nello specifico, il governo Draghi assicurerà lo svolgimento di alcune attività essenziali, tra cui: l’emanazione di decreti legge, considerata le difficoltà in cui versa il Paese tra crisi pandemica ed energetica in corso, l’esaminazione dei disegni di legge di ratifica dei trattati e l’emanazione dei ddl di delegazione europea, per adempiere agli obblighi internazionali necessari.

Cosa non potrà fare

Tra le attività che il governo in carica per affari correnti non dovrà più occuparsi, si evince l’impossibilità di esaminare nuovi disegni di legge, eccezion fatta per obblighi appunto internazionali. Non potrà approvare decreti amministrativi, esclusi i casi in cui i tempi di scadenza lo richiedano. Dovrà esimersi dall’adottare nuovi regolamenti ministeriali e/o governativi, in alternativa interverrà se fossero essenziali ai fini dell’operatività della pubblica amministrazione. Non potrà più procedere con nomine o designazioni, sempre e solo se non si tratti di interventi impossibili da procrastinare.

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