Governo, Casini: Il premier non è De Gasperi, ma no ai veti

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Roma, 25 ago. (askanews) - "E' sbagliata la pregiudiziale contro il presidente del Consiglio dimissionario. Conte ha gestito una formula politica sostanzialmente ingestibile e l'ha fatto per senso di responsabilità verso il Movimento e verso il Paese. Non si può dimenticare, e non si può non darne merito a Conte, che per due volte ha evitato la procedura d'infrazione contro l'Italia. E ci è riuscito nonostante Salvini l'abbia sempre sabotato e boicottato, scegliendo una linea di scontro con l'Unione europea e la Commissione, indebolendo la posizione negoziale del premier e di Tria". E' la posizione del senatore ed ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che, in un'intervista al Messaggero commenta così le difficoltà nella trattativa tra Pd e 5Stelle, con Zingaretti che ha ribadito il no al Conte bis e chiede a Di Maio di chiudere ogni interlocuzione con la Lega.

"Non dobbiamo meravigliarci - premette Casini - di queste difficoltà, è ovvio che dopo anni di scontri e incomprensioni tra i due partiti il percorso sia accidentato. Nessuno ha la bacchetta magica. Però la politica è compromesso. E oggi il Pd e i 5Stelle hanno interesse a realizzare questo compromesso. Zingaretti, che ha l'enorme responsabilità di condurre la trattativa, pone una questione giusta. E una meno".

Qual è quella giusta?

"La richiesta a Di Maio di chiudere, se è ancora aperto, il forno con la Lega è sacrosanta. Sottolineo il se è ancora aperto perché anche uno sprovveduto della politica capisce che il più interessato ad agitare l'ipotesi del doppio forno è proprio Salvini. Come è logico che il capo della Lega lavori a fare il guastatore della trattativa tra 5Stelle e Pd. Ma credo che Salvini lanci fake news, faccia fuffa".

Fuffa? Piuttosto - è la domanda di Alberto Gentili - potrebbe preparare l'ennesimo agguato a Di Maio... "Certo. Ed è vero che i grillini sono un pochino neofiti della politica, ma non credo che siano così fessi da non capire che il giorno in cui saltasse la trattativa con il Pd, nel giro delle 72 ore successive Salvini li saluterebbe e li porterebbe dritti al macello. Alle elezioni. Se Di Maio cadesse in questa trappola dimostrerebbe di dover tornare davvero al San Paolo di Napoli. Ma non credo sia così sciocco".

E qual è la cosa che la convince di meno della posizione di Zingaretti? Il no a Conte?

"Esattamente. E' sbagliata - risponde Casini - la pregiudiziale contro il presidente del Consiglio dimissionario. Conte ha gestito una formula politica sostanzialmente ingestibile e l'ha fatto per senso di responsabilità verso il Movimento e verso il Paese. Non si può dimenticare, e non si può non darne merito a Conte, che per due volte ha evitato la procedura d'infrazione contro l'Italia. E ci è riuscito nonostante Salvini l'abbia sempre sabotato e boicottato, scegliendo una linea di scontro con l'Unione europea e la Commissione, indebolendo la posizione negoziale del premier e di Tria. In più Conte ha detto sì al gasdotto Tap e alla Tap e, con il suo discorso in Senato, ha chiuso alla possibilità di rilanciare l'accordo con la Lega. Conte non è De Gasperi, del resto di De Gasperi in circolazione non ne vedo molti, ma è una persona che ha dimostrato serietà, capacità e ragionevolezza. Perciò non vedo perché porre un veto su Conte, per poi rischiare di ripiegare su una posizione che in un secondo momento potrebbe risultare più ostica anche per lo stesso Pd".

Secondo Casini dunque anche "Fico potrebbe rappresentare la discontinuità richiesta da Zingaretti, ma per il Pd le sue proposte programmatiche potrebbero essere molto più imbarazzanti. Insomma, proprio fatico a capire questa pregiudiziale dei Dem contro Conte".