Governo, Conte rimette mandato. M5s-Fdi: "Impeachment per il Colle". Mattarella convoca Cottarelli

Quirinale - Giuseppe Conte rimette il mandato

Niente da fare per il governo giallo-verde. Il premier incaricato

Giuseppe Conte

ha rimesso l'incarico affidatogli dal presidente Sergio Mattarella aprendo così una durissima crisi istituzionale. E lunedì mattina il capo dello Stato riceverà il professor Carlo Cottarelli

ANALISI: Cosa succede adesso?

"Ho profuso il massimo sforzo per adempiere il mio compito in piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno nominato", ha dichiarato Conte all'uscita dal colloquio con Mattarella. Prima dell'incontro tra i due, sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini sono stati, separatamente, al Quirinale, ma il nodo su Paolo Savona all'Economia non si è mai sciolto.

E il capo dello Stato ha così spiegato la sua scelta: "Ho agevolato in ogni modo il tentativo di Lega e M5s di formare un governo, ho accolto il nome di un premier non eletto in Parlamento e ne ho accompagnato le fasi. Nessuno può dire che io abbia ostacolato la nascita del governo del cambiamento. Ho accettato ogni nomina, tranne quella del ministro dell'Economia, che costituisce un ministero importante. Ho registrato con rammarico il rifiuto a ogni altra soluzione. L'incertezza sull'euro ha messo in allarme risparmiatori e investitori italiani e stranieri portando a un'impennata dello spread che ha creato rischi concreti per i risparmi dei nostri cittadini e le famiglie italiane".

"L'adesione all'euro - ha continuato Mattarella - è fondamentale per la prospettiva del nostro Paese. Se lo si vuole discutere lo si deve fare apertamente, visto che non è stato oggetto di campagna elettorale". E ha aggiunto: "Il Quirinale non subisce imposizioni. Ed è mio dovere essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. In questo modo si riafferma completamente la sovranità mentre vanno respinti al mittente ridicoli e grotteschi giudizi sull'Italia apparsi sulla stampa di qualche paese europeo". E sulle elezioni anticipate: "È una decisione che mi riservo di prendere dopo aver valutato quanto accadrà in Parlamento. Nelle prossime ore assumerò un'iniziativa".

IRA M5S E LEGA. Durissima la reazioni di Di Maio e Salvini. "Questa scelta del presidente Mattarella è incomprensibile", ha tuonato il leader M5s. "Abbiamo un grande problema in Italia, si chiama democrazia. Il no è perché le agenzie di rating in tutta Europa erano preoccupati per un uomo che andava a fare il ministro dell'Economia? E allora diciamoci che è inutile che andiamo a votare perché i governi li decidono sempre gli stessi, le agenzie di rating, le lobby finanziarie". E ha continuato: "Il punto non è Savona il punto è di intendere l'Italia se è sovrano oppure no".

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Stessa linea per Salvini, dal suo comizio di Terni. "Non pensavo che in Italia non si potessero discutere i trattati Ue altrimenti sale lo spread e non si fa un governo". E ha rincarato: "Se un ministro non sta a simpatico a Berlino è quello giusto. Mi sto convincendo che non siamo un paese libero. Siamo un paese a sovranità limitata". E poi su Facebook: "Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto NO. Mai più servi di nessuno, l'Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza. A questo punto, con l'onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!  #Primagliitaliani! Io non mollo, per il bene dei nostri figli". 

MESSA IN STATO D'ACCUSA DEL CAPO DELLO STATO. La decisione di Mattarella ha scatenato una reazione molto dura in Movimento 5 stelle, Lega e Fratelli d'Italia. Tanto che i pentastellati hanno parlato di impeachmeant. Di Maio ha chiesto la parlamentarizzare questa crisi istituzionale, lo stato d'accusa del presidente della Repubblica e poi il voto. E ha esortato la Lega a non tirarsi indietro sull'argomento.

E anche la leader Fdi Giorgia Meloni su Facebook ha annunciato che Fdi chiederà la messa in stato d'accusa del capo dello Stato: "Nel caso in cui questo veto impedisca la formazione del nuovo Governo chiederà al Parlamento italiano la messa in stato d'Accusa del Presidente della Repubblica per alto tradimento a norma dell'articolo 90 della Costituzione perché di gente che fa gli interessi delle nazioni straniere e non degli italiani ne abbiamo vista fin troppa". Ma Forza Italia si schiera in difesa del Colle: "Il movimento Cinquestelle che parla di impeachment é come sempre irresponsabile".

IN DIFESA DI MATTRELLA. Silvio Berlusconi ha espesso quindi il suo sostegno a Mattarella, dichiarandosi pronto a tornare al voto. Solidarietà al presidente è arrivata anche dalle fila del Pd. "Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese", ha scritto su Twitter l'ex premier Paolo Gentiloni.

Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese.

— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) May 27, 2018

Così come il segretario reggente dem Maurizio Martina: "Il Presidente della Repubblica ha difeso il Paese, la Costituzione, l'interesse nazionale. È il garante degli italiani. Per 80 giorni Lega e Cinque Stelle hanno invece portato in modo irresponsabile l'Italia sull'orlo di una crisi senza precedenti. Lega e Cinque Stelle stanno utilizzando parole inaudite e minacce senza precedenti. Se andranno avanti di questo passo, siamo pronti alla mobilitazione a difesa della democrazia e delle nostre Istituzioni".

Lega e Cinque Stelle stanno utilizzando parole inaudite e minacce senza precedenti. Noi siamo pronti alla mobilitazione a difesa della democrazia e delle nostre Istituzioni.

— Maurizio Martina (@maumartina) May 27, 2018

Lega e Cinque Stelle stanno utilizzando parole inaudite e minacce senza precedenti. Se andranno avanti di questo passo, siamo pronti alla mobilitazione a difesa della democrazia e delle nostre Istituzioni", attacca invece Matteo Renzi.

Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che Flat Tax e Fornero. E quindi ha usato l'alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare #Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza

— Matteo Renzi (@matteorenzi) May 27, 2018

E intanto i centralini del Qurinale sono andati e l'hashtag #graziepresidente è schizzato tra i trending topics su Twitter. Sono moltissime le telefonate dei cittadini giunte al Colle, a sostegno del presidente della Repubblica e del suo operato. Tra le tendeze anche #Cottarelli e #iostoconlacostituzione.

LA LISTA DEI MINISTRI. Nel corso della diretta Facebook Di Maio ha svelato la lista dei ministri portata al Quirinale dal premier incaricato:Vicepresidente e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio.Vicepresidente e ministro dell'Interno, Matteo Salvini.Rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro.Pa, Giulia Bongiorno.Affari Regionali, Enrica Stefani.Sud, Barbara Lezzi.Disabilità, Lorenzo Fontana.Affari Esteri, Luca Giansanti.Giustizia, Alfonso Bonafede.Difesa, Elisabetta Trenta.Economia e finanze, Paolo Savona.Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.Infrastrutture e trasporti, Mauro Coltorti.Istruzione, Marco Bussetti.Beni Culturali, Alberto Bonisoli.Salute, Giulia Grillo,Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

IL COMUNICATO DI SAVONA. Inutile il tentativo di Paolo Savona, in un comunicato pubblicato da scenarieconomici.it, di ammorbidire le sue posizioni: "Voglio una Europa diversa, più forte, ma più equa".  "La mossa del prof. Savona", come è stata definito il documento del candidato all'Economia dal profilo Twitter della Lega, vuole rispondere all'accusa di antieuropeismo mossa contro l'economista. "Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell'euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all'Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127".

++ LA MOSSA DEL PROF. SAVONA ++Leggi il comunicato. https://t.co/VXUGxhRorS

— Lega - Salvini Premier (@LegaSalvini) 27 maggio 2018

"Per il rispetto che porto alle istituzioni, sento il dovere di riassumerle brevemente: Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l'affermarsi di consenso alla nascita di un'unione politica. Assegnare alla Bce le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale. Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale. Conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all'art. 3 del Trattato di Lisbona. Nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l'uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi", ha concluso Savona.