Governo, D'Alema: Pd-M5s, alleanza naturale sin dall'inizio

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Roma, 4 set. (askanews) - "Si è imboccata una strada che era naturale fin dall'inizio. Il primo segnale importante è stato dato votando insieme la presidente della Commissione europea". Lo dice Massimo D'Alema in un'intervista al Corriere della sera nella quale ricorda che all'indomani del voto del 4 marzo "il M5S, che aveva vinto le elezioni ma non era autosufficiente in Parlamento, aveva individuato nell'alleanza col Pd lo sbocco naturale di quell'impasse. Quella prospettiva si era arenata di fronte alla scelta sbagliata del Pd di chiamarsi fuori e di consentire, quindi, che si formasse una maggioranza parlamentare tra M5S e Lega. Quell'alleanza gialloverde era stata un ripiego; il ribaltone politico di cui molti parlano oggi, in realtà, era avvenuto allora. A causa della scelta del Pd, si è perso un anno e si è consentito che la destra diventasse molto più forte. Oggi le cose saranno forse più difficili e mi rendo conto che c'è voluto coraggio da parte del nuovo leader del Pd".

D'Alema osserva che "oltre il 50% degli operai e degli impiegati iscritti al sindacato votano per il M5S. Parliamo di un pezzo significativo del nostro mondo che, non trovandole nella sinistra, ha cercato nel M5S le risposte alle esigenze di giustizia sociale, di lotta alle diseguaglianze e ai privilegi. Mi spiega che cosa c'è di innaturale nel tentare di riannodare quel filo che, per colpa del centrosinistra, si era spezzato?".

A suo avviso però "quello che si apre oggi è un processo politico difficile, che ha bisogno di una grande discontinuità non solo rispetto al primo governo Conte. Ma anche rispetto ai governi precedenti".

"Non sono tra quelli che si scandalizzano per il ricorso alla piattaforma Rousseau. Gli accordi politici vengono ratificati dagli organi di partito, il Pd ha la Direzione, il M5S la sua modalità". Quanto all'ipotesi di un'alleanza elettorale tra i due partiti l'ex premier dice: "Io lo spero... A questa destra deve rispondere un centrosinistra. Per questo andrei cauto nell'approvare di corsa una legge proporzionale; un maggioritario, che favorisca il ritorno al bipolarismo, servirebbe anche a chi, dall'altra parte, sogna il ritorno a un centrodestra moderato, europeo, lontano dal nazionalismo esasperato, dalla negazione della questione ambientale, da quella carica di violenza che accompagna ovunque la destra di oggi".

Infine un giudizio su Conte: ha dimostrato di avere notevoli capacità. L'abbiamo visto guidare il governo gialloverde con visibile difficoltà e imbarazzo. Oggi è diverso. Ho l'impressione che, nel perimetro dell'accordo Pd-M5S, anche culturalmente, Conte si trovi già più a suo agio perché è più vicino alle sue convinzioni, ai suoi valori. Tocca a lui dimostrare di sapere fare sintesi; innanzi tutto, promuovendo un governo che tenga insieme qualità e innovazione".