Governo, Del Conte: "Bene Draghi su lavoro, ha rimesso al centro politiche attive"

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"Sui temi del lavoro, Mario Draghi ha detto cose molte precise con, in particolare, tre elementi molto chiari: la centralità delle politiche attive del lavoro, la riproposizione dell'assegno di ricollocazione e la formazione professionale. Temi fondamentali per il rilancio del lavoro in Italia e parlare di politiche attive oggi non è affatto banale, perché finora non sono state al centro delle azioni di governo". Lo dice ad Adnronos/Labitalia Maurizio Del Conte, ex presidente dell'Anpal e ora presidente di Afol Metropolitana, l'agenzia che garantisce ai cittadini e alle imprese del territorio milanese un unico interlocutore pubblico sui temi del lavoro e della formazione. "Draghi ha dichiarato -prosegue Del Conte- che occorre una riforma dei centri per l'impiego, nel senso di ripensare le competenze degli operatori che vi lavorano attraverso la loro formazione e con l'attivazione della rete dei dati, di quell'interconnessione dei centri in un sistema unitario già prevista dalla legge".

"La novità del discorso di Draghi sul tema del lavoro è stata la riproposizione dell'assegno di ricollocazione: una misura adottata nel 2015, che è stata la prima vera politica misura nazionale di politica attiva, ma che poi subito dopo è finita in soffitta per mancanza di fondi. Ora finalmente può essere liberata e attuata perché finalmente ci sono le risorse", osserva poi Del Conte-

L'assegno di ricollocazione è uno strumento di politica attiva, introdotto dal Jobs Ac t che consiste in una dote finanziaria (da 250 a 5mila euro in base al risultato occupazionale ottenuto), da spendere presso i centri per l’impiego e le agenzie private per il lavoro, per remunerare un servizio di assistenza alla ricerca dell’occupazione. Sperimentazioni dell'assegno di ricollocazione sono state avviate anche in Lombardia e Lazio. "Ma è uno strumento di fatto sospeso per mancanza di fondi -ricorda Del Conte- e lasciato solo ai percettori del reddito di cittadinanza. Ed è uno strumento che va riscritto, come prevede la legge di Bilancio 2021". La legge di Bilancio 2021 ha soppresso il comma 7 che sospendeva sino al 31 dicembre 2021 l’erogazione di tale assegno in favore dei percettori Naspi. Sarà Anpal, si legge nel testo, a stabilire le modalità di erogazione dell’assegno di ricollocazione, con la presa in carico del beneficiario da parte del centro per l’impiego o dell’agenzia per il lavoro.

"Il fatto che l'assegno di ricollocazione, nel discorso di Draghi, sia messo al centro delle politiche attive per il lavoro è un'indicazione agli attori che non sono solo lo Stato, ma anche le Regioni -aggiunge Del Conte- e per questo andrà immediatamente aperto di confronto nella Conferenza Stato-Regioni. Perché questa misura non deve entrare in conflitto con le altre misure di sostegno di iniziativa regionale". Riguardo al rapporto tra assegno di ricollocazione e reddito di cittadinanza, Del Conte osserva che "mettere a disposizione del percettore del reddito di cittadinanza le risorse dell'assegno di ricollocazione senza la formazione è del tutto inutile". "Prima bisogna qualificare il lavoratore e poi quando è pronto per l'incrocio domanda offerta, si può erogare anche l'assegno", avverte.

"Non a caso -spiega Del Conte- l'altro punto qualificante del discorso di Draghi sul lavoro è la formazione: per dare concretezza al suo programma, l'ideale è mettere insieme formazione con servizi per l'impiego e assegno di ricollocazione, che viene pagato in base al risultato conseguito". Con un'avvertenza, sottolinea Del Conte: "Le Regioni devono collaborare e trovare misure condivise, per non procedere in ordine sparso. E' ora di fare economia di scala e di ricomporre la frattura tra Stato e Regioni e tra Regione e Regione". (di Mariangela Pani)