Governo, Di Maio riunisce i suoi ministri per discutere il programma

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A pochi giorni dal giuramento del secondo governo Conte, Luigi Di Maio cerca subito di chiarire il ruolo che il M5s ed i suoi ministri dovranno avere all’interno dell’esecutivo. Contravvenendo al galateo istituzionale, nella giornata del 6 settembre il capo politico del Movimento ha infatti convocato una riunione con gli esponenti di governo pentastellati all’interno della Farnesina, sede del ministero degli Esteri. Una mossa volta a fare il punto dei prossimi temi sui quali il M5s dovrà concentrarsi durante la coabitazione forzata con il Pd.

Governo, Di Maio riunisce i suoi ministri

L’incontro tra Luigi Di Maio e i ministri 5s è stato inoltre immortalato da un post pubblicato su Facebook dallo stesso ministro degli Esteri. Nel messaggio viene sottolineato l’impegno degli esponenti grillini nel dare risposte alla popolazione: “C’è tanto lavoro da fare e non abbiamo tempo da perdere. Anche per questo motivo oggi ho incontrato i ministri M5S alla Farnesina. Ho visto persone motivate, pronte a dare il massimo per gli italiani. Con loro abbiamo fatto il punto su tutti i provvedimenti da portare avanti. Questo governo è nato, infatti, per dare risposte immediate agli italiani“.

Nel corso del post, vengono inoltre ribadite le priorità politiche del Movimento per i prossimi mesi, tra cui quella che ha caratterizzato i turbolenti giorni della crisi di governo, il taglio dei parlamentari: “Intanto abbiamo il taglio dei parlamentari da concretizzare. E siamo pronti all’ultimo voto. Si tratta dell’ultima votazione alla Camera e poi elimineremo 345 poltrone, risparmiando mezzo miliardo di euro da investire in servizi per i cittadini”.

I contrasti con il Pd

L’intransigenza del M5s sulle sue battaglie storiche dovrà però scontrarsi con i paletti che il Pd sta innalzando in questi ultimi giorni. Arrivano infatti dalla neo ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli delle dichiarazioni che rappresentano un vero e proprio taglio con il passato rispetto alla politica dell’ex titolare del dicastero Danilo Toninelli. L’esponente del Pd De Micheli ha messo subito in chiaro come non ci dovranno più essere obiezioni politiche alle grandi opere necessarie per il Paese.

Sì quindi alla Tav, ma anche al progetto della Gronda di Genova e soprattutto un netto “no” alla revoca delle concessioni autostradali. Misura quest’ultima fortemente voluta da Luigi Di Maio dopo la tragedia del Ponte Morandi. Si prospetta quindi una convivenza difficile quella tra i due nuovi alleati di governo, costretti a sopportarsi a vicenda per scongiurare il ritorno ad elezioni anticipate.