Governo diviso sulla riforma della prescrizione

Serenella Ronda

A un mese dall'entrata in vigore delle nuove norme sulla prescrizione, è scontro tra Pd e M5s sulla riforma Bonafede. Con i magistrati che avvertono: senza interventi organici e strutturali "produrrà squilibri". E i riflettori si spostano sull'Aula di Montecitorio che lunedì sarà chiamata a votare la richiesta di esame con urgenza della proposta di legge di Forza Italia che mira a stoppare l'attuazione delle nuove norme, abrogando la legge approvata lo scorso anno e contenuta nel ddl Anticorruzione.

Contro la prescrizione targata M5s si schierano Pd, Forza Italia, lega e FdI. E proprio la comune battaglia insinua dubbi nei pentastellati, che temono una convergenza in Parlamento tra dem e azzurri. Se, infatti, passasse - magari anche grazie ai voti della Lega, da sempre fortemente critica sul nuovo regime che entrerà in vigore dal 1 gennaio del 2020 e che fu motivo di tensione nell'allora maggioranza gialloverde ("per Giulia Bongiorno è una "bomba atomica") - la richiesta di esame con urgenza voluta dal partito di Berlusconi, si aprirebbe un "caso" politico nell'esecutivo.

E infatti il Guardasigilli mette in guardia: "Se il Pd dovesse andare in aula - e non ci voglio credere, troveremo una soluzione - a fare asse con Forza Italia, con la Lega, con Fratelli d'Italia proprio sulla prescrizione, dopo decenni di battaglia con Berlusconi, sarebbe sicuramente un fatto grave".

Poi, il ministro pentastellato smussa i toni: "Stiamo lavorando a un accordo". Netto il capo politico M5s: "Nessun ritorno al passato". Ma il Pd non ci sta, e insiste: "Noi non vogliamo passi indietro sulla Prescrizione ma passi avanti sul processo penale. Multe e minacce di disciplinare non funzionano. Al ministro continuiamo a chiedere soluzioni concrete", scrive su Twitter il vice segretario Andrea Orlando.

Forza Italia vede spiragli e lancia 'ami' a dem e renziani: "Zingaretti e Renzi non siano complici di un disastro", dice la capogruppo azzurra Mariastella Gelmini. E il padre della proposta che smonta la prescrizione pentastellata, Enrico Costa, aggiunge: se il Pd boccia la nostra proposta di esame con urgenza fa in "malafede" il "gioco dei 5 stelle".

Nel dibattito politico irrompono le parole di Luca Poniz, presidente dell'Anm, sulla riforma della prescrizione: "Svincolata dall'insieme di riforme strutturali necessarie, come da noi contestualmente richieste, ed inserita incidentalmente nel testo" della legge Spazzacorrotti, "rischia di produrre squilibri complessivi". È "però compito della politica trovare un punto di equilibrio tra le irrinunciabili riforme organiche di un sistema complesso".

Parole subito fatte proprie dai dem, che rilanciano: "Adesso che lo dice anche l'Anm si può prendere in considerazione questo dato? Senza rispondere che chi lo dice è amico dei corrotti (la corruzione di prescrive in 20 anni)!?", incalza Orlando. Uno stop a Bonafede arriva anche dal segretario Pd, anche se con toni meno battaglieri: "Noi diciamo che accanto alla prescrizione bisogna garantire i tempi certi e brevi del processo. Se questo si ottiene noi non facciamo nessun problema, bisogna solo ascoltarci, che è la cosa più bella che si possa fare fra alleati".

Il senatore dem Franco Mirabelli, infine, assicura: "Non c'è e non ci sarà nessun asse Pd-FI sulla prescrizione e il ministro lo sa benissimo". Ciò non vuol dire che il Movimento 5 stelle non debba ascoltare e "farsi carico dei temi che il Pd e tanta parte degli operatori di giustizia gli stanno ponendo".

Ma sul punto M5s non molla la presa. E, anzi, lancia una sorta di ultimatum con le parole di Alessandro Di Battista: "La prescrizione è un tema su cui i dem devono per forza cedere. Fosse per me, andrebbe bloccata al momento del rinvio a giudizio. è evidente che se il Pd votasse con Forza Italia contro questa riforma il Movimento non potrebbe portare avanti questo governo. Ma non credo accadrà".