Governo Draghi, le consultazioni di oggi: news

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Nuova giornata di consultazioni per il premier incaricato Mario Draghi in vista del nuovo govenro. A partire dalle 10.30, a Montecitorio, l'ex presidente della Bce ha incontrato enti locali e forze sociali.

''Come conferenza delle Regioni abbiamo indicato due priorità assolute: la prima è quella della lotta alla pandemia, che rispetto allo scorso anno vede uno strumento nuovo e decisivo, i vaccini. Quindi abbiamo offerto tutta la nostra collaborazione affinché la campagna vaccinale sia la più rapida e incisiva possibile''. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi.' 'Ringraziamo Draghi per averci incontrato, non era scontato - ha aggiunto Bonaccini - e per noi che rappresentiamo i territori è un fatto molto importante''. Inoltre "abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente, augurandoci che il governo nasca il prima possibile, perché su questo non eravamo riusciti a incontrare il presidente Conte'' e ''perché, avendo davanti poche settimane, serve una più concertata e condivisa collaborazione. Nessun governo senza la compartecipazione degli enti locali può riuscire a mettere a terra in pochi anni oltre 200 miliardi di euro''. Il piano di ripesa e resilienza, ha precisato, vede ''strumenti formidabili dal punto di vista della quantità di risorse, è un fatto storico, un piano formidabile per poter mettere a terra oltre 200 miliardi di euro, che serviranno al questo paese per avere una grande capacità di ripresa''.

''In quanto sentinelle del territorio siamo consapevoli delle difficoltà del momento, e con molta discrezione abbiamo voluto dare alcuni spunti per traghettare il paese verso un nuovo futuro. Già ad agosto abbiamo offerto una nostra proposta al governo sull'utilizzo dei fondi del Recovery perché siamo consapevoli che il rilancio economico e sociale del Paese non può fare a meno della complessa articolazione e delle competenze e anche delle funzioni strategiche che ci sono nelle nostre città''. Lo ha detto il presidente dell'Anci Antonio Decaro al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. ''La nostra capacità di mediazione, quella dei sindaci tra questi bisogni e la capacità di dare risposte a bisogni e aspirazioni credo che possa essere utile anche per il governo", ha aggiunto. ''Abbiamo presentato il nostro piano, sono dieci interventi, si chiama 'Città Italia''', ha spiegato Decaro. ''Al presidente Draghi abbiamo offerto insieme con le Regioni la nostra collaborazione sul piano nazionale di vaccinazione. Ci siamo messi a disposizione su un tema che non è di nostra competenza, la possibilità di recuperare con i centri estivi un gap dal punto di vista della formazione, una sorta di ristoro educativo nei confronti dei ragazzi che hanno subito per primi la crisi in questi mesi'', ha aggiunto. E ''abbiamo chiesto la possibilità di avere un unico interlocutore all'interno della compagine di governo, senza tracciare profili, per avere una collaborazione stretta con il sistema delle autonomie locali e permettere al sistema delle autonomie locali di poter partecipare a questa grande sfida per superare l'emergenza e far ripartire il nostro Paese''.

''Abbiamo espresso al presidente incaricato il nostro più convinto sostegno all'azione che dovrà intraprendere e la viva speranza che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido''. Lo afferma il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. "Confindustria non intende alimentare nessuna indiscrezione sul programma del presidente incaricato. Non solo per l'assoluto rispetto che abbiamo nei confronti di Draghi ma anche perché convinti che il programma deve diventare pubblico solo quando lo illustrerà al Parlamento", ha aggiunto Bonomi sottolineando che ''c'è molto da fare e bisogna farlo presto e bene. Abbiamo provveduto a informare Draghi sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell'ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell'agenda del paese''.

Le banche sono molto impegnate e molto preoccupate per quello che possono essere i rischi che possono toccare le imprese in difficoltà a seguito della pandemia e che, conseguentemente alle imprese, possono toccare le banche stesse". Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, al termine dell'incontro di oggi nell'ambito delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. "Abbiamo chiesto al presidente incaricato che le moratorie non vengano interrotte anzitempo, che abbiano durata più lunga della pandemia e che, quando sarà finalmente conclusa, vengano ridotte gradualmente, senza immediatezza, senza integralismi e automatismi, perché occorrerà dare tempo alle imprese, in una situazione di ritrovata normalità, per riprendere a lavorare in maniera ordinaria", ha fatto sapere ancora Patuelli speiagndo che in questo modo le imprese avranno "il tempo di ripagare con gradualità e senza strattonamenti i debiti che hanno contratto negli anni della pandemia e in quelli in cui hanno chiesto le moratorie". Sul tema, ha poi aggiunto, "il presidente si è dimostrato molto consapevole della problematica e della situazione e dei rischi dei crediti 'deteriorandi'" cioè guardando a quelli "non al passato, ma alla potenzialità del futuro".

"Il contributo che gli assicuratori possono dare poggia su due pilastri della nostra industria: la protezione dei cittadini e delle imprese laddove il governo non arriva, in una partnership tra pubblico e privato e l'altro con gli investimenti di medio e lungo termine che sono la caratteristica dell'investimento nel mondo delle assicurazioni". Lo ha detto la presidente dell'Ania, Maria Bianca Farina, al termine dell'incontro di oggi nell'ambito delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. "Questi due grossi temi, importanti per la ripresa e la resilienza del Paese, dovranno essere accompagnati, soprattutto gli investimenti, dalle riforme necessarie per renderli utili all'interno delle nostre gestioni. Noi - ha concluso Farina - saremo presenti, faremo di più di ciò che facciamo oggi e seguiremo con attenzione gli sviluppi".

''Abbiamo avuto l'impressione che le riflessioni che abbiamo portato al presidente siano state di grande interesse e che il governo che si va insediando abbia la consapevolezza di avere il bisogno un esercito civile diffuso in tutta Italia, sindaci, amministratori locali, presidenti di Regione che facciano la propria parte e poi attuino questa sfide che sono quella della vaccinazione e quella di questi nuovi investimenti ''. Lo ha detto il presidente dell'Upi Michele De Pascale al termine delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. ''Vorremo evitare che si ripetano tragedie come quella del ponte di Genova, purtroppo la situazione dei ponti e dei viadotti nel nostro Paese è in grandissima difficoltà. Le Province gestiscono il 70% della rete viaria, questa è l'occasione per mettere a norma tutte le infrastrutture del nostro Paese che sono a rischio'', ha detto ancora De Pascale aggiungendo: ''In questo paese la situazione delle scuole da un punto di vista edilizio è una forte criticità, lo abbiamo visto durante la pandemia. Il recovery plan è l'occasione per dire ai cittadini italiani che non ci sarà mai più una scuola non a norma da un punto di vista sismico''. Infine De Pascale ha chiesto che sia portata a termine la riforma del Tuel avviata dal governo Conte.