Governo Draghi, Crimi: "Non entreremo a tutti i costi"

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“Mario Draghi ha un approccio pragmatico e ci ha presentato un programma di notevole spessore. Ha ascoltato con interesse la nostra proposta di mettere sotto il cappello dell’ambiente il Mise, i Trasporti e le Infrastrutture", dice Vito Crimi in un’intervista al Corriere della Sera, ma “non andremo al governo a tutti i costi, ci stiamo confrontando. Alcune garanzie le abbiamo chieste, ottenendo rassicurazioni sul Mes, sulla scuola, sulla continuità con il governo Conte. Sarebbe troppo povero scrivere come quesito del voto su Rousseau ‘Draghi sì o Draghi no’. Quando avremo qualcosa su cui votare scriveremo nei quesiti ‘vogliamo stare in un governo che ha queste caratteristiche?’. Dobbiamo mettere ai voti un programma, aspettiamo che Draghi veda le parti sociali e tiri le conclusioni”.

Se vincono i sì al governo, Di Battista e Casaleggio faranno la scissione? “Anche quando siamo andati al governo con la Lega e poi con il Pd sembrava fossimo al redde rationem - risponde il capo politico M5S - invece in dieci anni non ci siamo mai spaccati. Non c’è una scissione in atto, ci sono persone che la pensano in modo diverso. Gli iscritti ci hanno sempre chiesto di capitalizzare quel 32% di voti nelle urne e non lasciare il governo nelle mani sbagliate. Ancora una volta ci diranno ‘non perdete questa occasione, non lasciate ad altri la possibilità di cambiare le carte del Recovery che avete scritto voi’. Fin qui hanno abbandonato una ventina di senatori, forse. Se qualcun altro deciderà di non adeguarsi al voto degli iscritti ne prenderemo atto, ma non si può definire scissione. Quanto ai singoli ministri, i nostri sono tutti bravissimi, li avrei riconfermati tutti. Di certo chiediamo un governo politico con personalità di alto profilo, ma su questo penso che Draghi si confronterà con il presidente della Repubblica”.

Riguardo il ministero della Giustizia e l’ipotesi che Bonafede lasci il dicastero, Crimi afferma che "paga l’aver difeso le nostre battaglie più importanti su temi impopolari tra le forze politiche, come Spazzacorrotti e prescrizione. Nessuno vuole modificare quest’ultima, abbiamo un accordo siglato ai tavoli tematici e inserito nella riforma del processo penale, che va conclusa. Le critiche? Io sono sempre criticato. Chi è a capo deve mettere in conto che il M5S è esigente con i suoi rappresentanti. Noi siamo così. Io lo metto in conto e faccio del mio meglio. Forse ogni tanto abbiamo fatto delle fughe in avanti improprie. Però i nostri iscritti ci hanno sempre chiesto di stare al governo e non farci mettere all’angolo”.