Governo Draghi, da Berlusconi rosa di 4 nomi: spunta Brunetta

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·2 minuto per la lettura

Sono ore decisive per Mario Draghi alle prese con la composizione della sua squadra di Palazzo Chigi. E La prospettiva per Forza Italia di 'ritornare' al governo in una maggioranza atipica di unità nazionale alletta, inorgoglisce e alimenta aspettative. Come sempre in questi casi c'è chi 'si è proposto' per un posto nel futuro esecutivo, chi ci spera ma non lo dice. Raccontano che ci sia una lista di 4 nomi azzurri arrivata in queste ore sul tavolo di 'Super Mario' 'firmata' da Silvio Berlusconi. Nessun pressing, assicurano qualificate fonti azzurre. Tutti hanno capito ormai che il metodo Draghi impone un passo indietro dei partiti: sulla squadra deciderà lui. Nessun assalto alla diligenza ma solo una proposta all'attenzione del premier incaricato.

Dopo aver preso parte al secondo giro di consultazioni il Cav avrebbe demandato ad Antonio Tajani e Gianni Letta (da sempre quest'ultimo emissario presso il Colle) il compito di tenere il dialogo aperto con l'ex governatore di Bankitalia per la delicata partita sulla presenza di Fi nel nuovo esecutivo. Secondo gli ultimi boatos, apprende l'Adnkronos, il leader forzista ieri sera avrebbe fatto pervenire al premier incaricato una rosa di 4 papabili: oltre allo stesso Tajani e alle capigruppo di Senato e Camera Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, spunta il nome del responsabile economico del partito, Renato Brunetta, già in passato al governo alla Pubblica amministrazione. Non è dato sapere se la comunicazione della lista sia avvenuta per input di Draghi o per iniziativa di Fi e se ci sia un'accelerazione nella formazione del governo con salita al Colle per sciogliere la riserva già oggi (c'è chi scommette, invece, che il premier incaricato possa recarsi al Quirinale domenica se non lunedì).

Per Tajani, che in caso di 'promozione' dovrebbe lasciare il suo scranno a Bruxelles, si parla di un ministero di peso (tra le tante voci girano quelle di responsabile della Difesa) ma anche la casella dei Rapporti con il Parlamento). Se Draghi poi dovesse riservare a Fi due dicasteri, ci sarebbe da tener conto anche del fattore quote rose e a quel punto la partita sarebbe a due, Berini-Gelmini. Altrimenti, resterebbe una 'gara' a tre con in corsa anche Brunetta. L'incastro poi aprirebbe un'altra partita, quelle dei nuovi capigruppo. Se dovesse 'salire' Bernini, tra i possibili successori come presidente dei senatori ci sarebbe l'ex questore Lucio Malan. Qualora, invece, toccasse a Gelmini entrare al governo, a quel punto in ballo al suo posto ci sarebbero lo stesso Brunetta (per lui sarebbe un ritorno) e il vicepresidente vicario Roberto Occhiuto, già papabile candidato azzurro a presidente della Regione Calabria.