Governo Draghi, da mercoledì la fiducia: agenda prossimi giorni

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"L'unità qui non è una opzione, è un dovere". Questo uno dei passaggi del primo intervento di Mario Draghi nel consiglio dei ministri di ieri, il primo del nuovo governo. Dopo il giuramento della squadra dei ministri, per il premier il prossimo appuntamento è al Senato per la fiducia mercoledì 17 febbraio. Si comincerà alle 10 con le comunicazioni e il dibattito e poi, sempre mercoledì, alle 11,30 ci sarà la consegna delle comunicazioni programmatiche di Draghi alla Camera.

Quanto alla squadra di viceministri e sottosegretari, saranno i partiti a decidere i tasselli che mancano al governo Draghi. Una precisazione che va fatta, perché dopo gli ultimi giorni, che hanno visto il premier lavorare con il massimo riserbo alla squadra, il timore diffuso è che fosse sempre lui a decidere le pedine mancanti. "Decideremo noi, subito dopo che il governo incasserà la fiducia", ha spiegato un big di governo all'Adnkronos.

"Prendo atto - le parole di Draghi - che abbiamo delle diverse sensibilità, avete diverse sensibilità" ma "dobbiamo lavorare insieme, pur provenendo da storie ed esperienze diverse, per affrontare questa fase difficile del Paese". Lavorare insieme, avrebbe sottolineato il presidente, "per mettere in sicurezza l’Italia e aiutarla a ripartire". "Mi aspetto la massima collaborazione", perché una "missione" importante attende il governo, quella, di "mettere in sicurezza il Paese". Per centrare l'obiettivo, bisogna andare "avanti uniti", perché "i bisogni dell'Italia vengono prima di interessi di parte".

Quindi, parlando della pandemia: "Vi ricordo che l'ultimo governo ha visto migliaia di morti, perdite di anni di scuola, perché sono anni persi". "L'economia soffre, serve un impatto culturale e sociale, questo è il nostro programma: innanzi tutto la sfida alla pandemia, con una accelerazione della campagna vaccinale". Draghi ha poi assicurato come "abbiamo di fronte una prospettiva", possiamo "tessere una base per il rilancio futuro". "Il nostro - ha chiarito il premier - sarà un governo ambientalista, qualsiasi cosa faremo, a partire dalla creazione di posti di lavoro, deve andare incontro alla sensibilità ambientale e non andare a gravare la situazione" esistente.

Quindi, come nel suo stile improntato alla riservatezza, Draghi avrebbe invitato i suoi ministri alla sobrietà nella comunicazione.

Primo atto del governo di Mario Draghi: affrontare le emergenze che vanno risolte nel più breve tempo possibile, varando il decreto legge ristori quinquies. Il provvedimento, che di fatto rappresenta la prima manovra del nuovo esecutivo, può già contare su un plafond di 32 miliardi di euro. Il dl oltre a garantire le risorse necessarie per la proroga dei ristori, della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti, dovrebbe anche risolvere il problema degli atti fiscali.

Si tratta di tutte le cartelle che il fisco avrebbe dovuto inviare lo scorso anno ai contribuenti, circa 50 milioni, a cui si andranno a sommare quelle del 2021. Con un primo decreto legge ad hoc è stato sospeso l'invio fino al 31 gennaio, a cui poi si è aggiunto un secondo provvedimento che ha congelato tutto fino al 28 febbraio.

Contemporaneamente alla risoluzione dei problemi che sono in cima alla lista per grado d'urgenza, bisogna riscrivere il Recovery plan, decidere come procedere con: la riforma fiscale, la riforma delle pensioni, la riforma della giustizia e quella della pubblica amministrazione.

Cartelle fiscali: Entro il 28 febbraio dovranno essere varate le misure per gestire l'attività dell'Agenzia delle entrate, fino a quando l'emergenza sanitari sarà superata e, di conseguenza, gli uffici saranno pronti a riprendere regolarmente l'attività in sicurezza e, allo stesso tempo, i contribuenti potranno adempiere ai propri doveri fiscali. Ovviamente nel pacchetto 'congelato' rientrano la riscossione coattiva e l'attività di notifica degli avvisi di accertamento.

Ristori: L'esigenza di sostenere le attività in difficoltà ha portato l'ex esecutivo a chiedere uno scostamento di bilancio da 32 miliardi. Adesso sarà il governo Draghi a decidere quale sarà il meccanismo per distribuire le risorse. All'interno del provvedimento sui nuovi indennizzi dovrebbero esserci anche tutta una serie di proroghe, tra cui la cassa integrazione e lo stop ai licenziamenti.

Recovery: Insieme al varo della manovra, il governo dovrà occuparsi del nuovo Recovery plan, che dovrà contenere le misure per far ripartire il paese, scritte nel modo e nei tempi giusti affinché l'Europa le approvi. Per affrontare la crisi innescata dal coronavirus l'Italia ha 209 miliardi ma per ottenerli bisogna rispettare le regole d'ingaggio. La conoscenza da parte di Draghi dei meccanismi europei come pochi altri consente a molti, in Italia e all'estero, di essere fiduciosi sul loro rispetto.