Governo Draghi, Di Maio ministro Esteri: bis alla Farnesina

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Trentacinque anni da compiere e un vissuto da vicepremier, capo politico, super ministro dello Sviluppo economico e del lavoro, responsabile della Farnesina. Dove con Mario Draghi fa il bis. Luigi Di Maio è nato il 6 luglio 1986 ad Avellino, ma fino al giorno prima di essere eletto in Parlamento ho vissuto a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. A 10 anni voleva fare il poliziotto, mentre l'impegno civile e politico nasce negli anni del Liceo classico. Finiti gli studi superiori si iscrive a Ingegneria informatica prima e Giurisprudenza poi, dove fonda l’Associazione studentesca studentigiurisprudenza.it, ma non ultima gli studi universitari. Diventa giornalista pubblicista scrivendo di cronaca locale. Negli anni in cui frequenta l’università, avvia un progetto imprenditoriale di e-commerce, web marketing e social media marketing, oggi portato avanti dai suoi ex soci.

Nel 2007, giovanissimo, Di Maio apre il Meetup di Pomigliano d'Arco, aderendo così all'iniziativa di Beppe Grillo. Viene eletto nella lista del M5S, dove è stato candidato con 189 preferenze, entra alla Camera dei deputati per la circoscrizione Campania 1. Il 21 marzo 2013, con 173 voti è eletto vicepresidente della Camera dei deputati, il più giovane della storia della Repubblica a ricoprire tale carica. Ed è la rampa di lancio nel M5S e nel contesto politico italiano. In breve tempo diventa uno dei volti più noti del partito, tanto da essere nominato membro del cosiddetto 'direttorio' del movimento, costituito nel novembre 2014 da cinque parlamentari scelti da Beppe Grillo, con l'obiettivo di costruire il principale organo direttivo del partito, con funzione di raccordo tra il leader e gli eletti in Parlamento. Quando il direttorio si scioglie ne raccoglie il testimone, e nel settembre 2017 si candida alle elezioni primarie per scegliere il candidato premier e capo politico del Movimento 5 Stelle: viene eletto con 30.936 voti, l'82% dei votanti.

Alle elezioni politiche italiane del 2018 guida il M5S portandolo a sfiorare il 33%, viene eletto per la seconda volta alla Camera. E' il regista, con il leader della Lega Matteo Salvini, della nascita del governo Conte I, dove riveste il ruolo di vicepremier, ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. Nella successiva compagine governativa, guidata sempre da Conte ma nata sull'alleanza col Pd e Leu e l'addio rovinoso con la Lega, diventa ministro degli Affari esteri e cooperazione internazionale. Il 22 gennaio 2020 comunica le sue dimissioni, irrevocabili, da capo politico del Movimento 5 Stelle e capo delegazione del suo partito per il Governo Conte II. Prosegue nel suo impegno alla Farnesina, lasciandosi alle spalle l'incidente dell'incontro con i 'gilet gialli' che ebbe prima di diventare ministro degli Esteri. Pur non essendo alla guida del Movimento, continua ad esserne considerato il vero 'capo'.