**Governo: Draghi domani al Senato, prima prova d'Aula nel segno dell'unità** (2)

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**Governo: Draghi domani al Senato, prima prova d'Aula nel segno dell'unità** (2)
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(Adnkronos) – Una certezza, questa, che ha le sue radici anche nelle indicazioni dell'Europa sull'impiego dei fondi del Next Generation Eu, e che vincolano il 37% delle risorse a progetti green. Numeri che rendono centrale il dicastero della Transizione ecologica affidato a Roberto Cingolani -oggi finito non a caso nel mirino di Alessandro Di Battista- ministero chiesto a gran voce da Beppe Grillo ma che continua a dividere i 5 Stelle, vera incognita del voto di domani in Aula.

E poi la sanità, con una pandemia che ha svelato tutte le crepe di un Ssn smantellato da politiche miopi, e soprattutto il piano vaccinazioni: la prima grande sfida a cui è chiamato a rispondere 'Super Mario', tassello centrale per consentire al Paese di rialzarsi davvero evitando false ripartenze. E' facile, quasi scontato, che domani Draghi si soffermi sul capitolo scuola e istruzione, un tema che considera centrale per dare nuova linfa al Paese. Decisivo, poi, il capitolo lavoro e Recovery Fund, con tante incognite ancora sul tavolo, a partire dal blocco dei licenziamenti. Sul Next Generation Eu, il pensiero di Draghi è noto, si incentra sulla necessità di investire in progetti di valore alto, con un contenuto sociale dimostrabile.

La sostenibilità del debito pubblico sarà giudicata sulla base della crescita e quindi anche di come verranno spese le risorse di Next Generation Eu. Se saranno sprecate, il debito alla fine diventerà insostenibile perché i progetti finanziati non produrranno crescita. Draghi lo sa bene, sa che la strada da percorrere passa da progetti con tassi di rendimento elevati, tali da giustificare l’investimento pubblico per spingere la crescita e rendere il debito sostenibile. Ma la condizione sine qua non per realizzarli è mettere a segno quelle riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno: fisco, giustizia e Pubblica amministrazione. Riforme centrali ma che vanno a toccare sensibilità diverse in una maggioranza che è di fatto un melting pot. "L'unità non è un'opzione, ma un dovere": la strada è stretta, ma Draghi dovrà necessariamente muovere da qui.