Governo Draghi, donne Pd: "Nessuna democratica, è ferita"

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"Buon lavoro Governo Draghi, ma è una ferita che nessuna democratica ne faccia parte". Così su Twitter Cecilia D'Elia, portavoce delle Conferenza delle donne democratiche, che dopo la nomina dei ministri del nuovo governo sottolinea ancora l'assenza della componente femminile dem nell'esecutivo. Un'assenza che pesa, con una rappresentanza tutta al maschile a differenza di Fi, Lega e Iv.

"E’ nato il governo Draghi. Un governo d’eccezione, come chiesto dal Presidente Mattarella, che risponde alle emergenze del momento. Un governo che dovrà affrontare gravi sfide, a cui va il mio augurio di buon lavoro. Un governo in cui siedono tre autorevoli e capaci ministri del Partito democratico, che sicuramente faranno bene", ha scritto poi su Facebook D'Elia. "Ma è una ferita, l’ho dichiarato appena appresa la lista dei ministri, che siano tutti uomini, che nessuna democratica sieda a quel tavolo. Una novità per questo partito: al restringersi delle postazioni, le donne sono venute meno", sottolinea.

"Un esito annunciato da tanta stampa nei giorni precedenti nonostante in tutte le occasioni, riunioni degli organismi, prese di posizioni pubbliche, il PD abbia parlato di equilibrio di genere da garantire nella compagine governativa. Ma di fatto nelle figurine dei giornali comparivano per i partiti progressisti e di sinistra quasi solo maschi, nonostante ci siano autorevoli donne fuori e dentro il parlamento e nello stesso governo Conte due", prosegue.

"E’ un dato politico, che brucia. Come lo è il fatto che in questi mesi è stato prodotto dalle democratiche e da tante donne delle associazioni e della società - sottolinea D'Elia - un lavoro importante attorno al Recovery Plan. Sono nate piattaforme, proposte condivise trasversalmente. La sensazione è che neanche questo abbia contato nella composizione dei profili individuati e dei numeri del governo".

"Ci sono donne autorevoli, cosiddette tecniche e politiche, ma complessivamente sono poche, in una squadra di 23 ministri sono otto, di cui solo 3 sono a capo di un ministero con il portafoglio. Anche questo brucia. Per quel che riguarda noi, democratiche, brucia per il lavoro fatto in questi sei mesi di esistenza della Conferenza. Abbiamo ridato vita al luogo autonomo e scommesso sulla nostra autonomia. Sapevamo che era una strada difficile - ricorda D'Elia - che mette in discussione la costituzione materiale di un partito strutturato per correnti, i cui leader sono tutti maschi".

"Lo avevo detto nel mio intervento in direzione giovedì scorso, siamo entrati in questa legislatura non solo con il PD isolato e al minimo storico, ma anche con la macchia delle pluricandidature femminili. Donne messe in più liste per dimettersi e lasciare spazio a uomini. Grazie alle nostre iniziative in soli sei mesi, nella temperie della pandemia e nelle difficoltà del momento, questa Conferenza appena rinata ha faticosamente ricostruito una credibilità delle democratiche", prosegue.

"Sicuramente è stato fatto un lavoro programmatico che ha pesato e ha segnato il Partito democratico, che è una risorsa per tutte e tutti. Un lavoro che dovrà vivere nell’interlocuzione con le scelte di questo governo e nell’agenda parlamentare. Ma non possiamo nasconderci che quella di oggi è una battuta d’arresto. C’è un’enorme battaglia da fare sulla forma partito, sulla selezione dei suoi gruppi dirigenti e sul nostro modo di stare insieme. Va fatta in maniera aperta e trasparente - conclude la portavoce delle donne Pd - insieme a quella sui contenuti e sull’agenda di Governo, insieme ai movimenti e alle associazioni delle donne, per cambiare il Pd, la politica e la società italiana", conclude.

"Non riesco a capacitarmi! Neanche una donna del mio partito", scrive su Twitter la senatrice dem Valeria Fedeli. "Buon lavoro al Governo Draghi che dovrà affrontare sfide complesse. Difficile però nascondere l'amarezza: nessuna ministra del Partito Democratico. La competenza delle donne e la giusta rappresentanza nelle istituzioni fanno bene al Paese. Preoccupa che il nostro partito non l'abbia ancora capito", è il post su Facebook di Laura Boldrini.

Una 'mancanza' che Nicola Zingaretti si impegna a colmare. Via social il segretario ha preso l'impegno di assicurare l'equilibrio di genere nelle nomine del sottogoverno che ci saranno nei prossimi giorni: "Nella selezione della componente del Pd nel governo questo nostro impegno non ha trovato rappresentanza. Pur rispettando i criteri di autonomia dei ruoli farò di tutto perché questo si realizzi nel completamento della squadra di governo".