Governo Draghi, Lega e M5S aprono. Domani nuove consultazioni

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·5 minuto per la lettura

Apertura di Lega e M5S al governo di Mario Draghi. Archiviato il primo giro di consultazioni cpm tutte le forze politiche, l'ex presidente della Bce incontrerà le parti sociali domani mattina. Il presidente del Consiglio incaricato vedrà poi di nuovo i partiti dal pomeriggio fino a martedì per un secondo giro di confronti. Intanto può si può ragionare finalmente con le chiare posizioni assunte dai partiti in questi tre giorni di faccia a faccia.

Non ha nascosto la soddisfazione Matteo Salvini al termine dell'incontro con il premier incaricato, con il quale ha registrato coincidenze sui temi. Ci si può, quindi "mettere a disposizione". Il leader della Lega per molti versi è andato oltre le previsioni della vigilia: "Non poniamo condizioni né su persone né su idee o movimenti", ha detto dopo l'incontro a Montecitorio ripetendo più volte: "Con Draghi c'è condivisione su molti temi". "Noi non poniamo condizioni, faccio questa premessa. Altri partiti pongono condizioni e veti, 'con la Lega e con Salvini no': noi non abbiamo posto condizioni né su persone, né su idee, né su movimenti. Questo sia il governo della ripartenza, della rinascita, della riapertura, se saremo convinti" da Draghi "il nostro sarà un sì completo, che non ci vedrà alla finestra".

"Le fragole sono mature". Beppe Grillo cala a Roma e porta il Movimento 5 Stelle nelle braccia di Draghi. L'ennesima svolta sofferta di un M5S sempre più 'di governo' e sempre meno 'di lotta', che questa volta rischia davvero di creare una frattura insanabile. Ma il garante pentastellato - che ha guidato la delegazione del Movimento nell'incontro con il premier incaricato - è sceso in campo per blindare i temi cari al M5S, dal reddito di cittadinanza alla difesa dell'ambiente, come gli chiedono di fare i suoi. In mattinata è Luigi Di Maio ad aprire le danze. "Sono certo che ancora una volta il Movimento 5 Stelle dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale. Dobbiamo farlo per gli italiani, ci sono 209 miliardi da spendere", aveva scritto su Facebook il ministro degli Esteri uscente ricordando che il M5S "è la prima forza politica in Parlamento".

Per il Movimento il nuovo governo a guida Draghi "deve avere un'ambizione solidale, ambientalista, europeista", ha sottolineato il reggente Vito Crimi al termine delle consultazioni e lo ha ribadito lo stesso M5S in un post pubblicato sui canali social. "Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al confronto e continueremo a farlo, ci sarà un altro incontro e valuteremo se ci sono le condizioni per avviare questa nuova sfida".

L'appuntamento ora è per martedì 9, quando si concluderà il secondo giro di incontri con il presidente incaricato. Alle 17.15 il M5S vedrà di nuovo Draghi e in quella sede saranno sciolti gli ultimi nodi prima del varo del nuovo esecutivo. Sullo sfondo resta l'incognita del voto sulla piattaforma Rousseau, chiesto a gran voce da Davide Casaleggio e dai malpancisti che vedono il possibile ingresso del M5S nel governo guidato dall'ex numero uno della Bce come una sciagura. "Consultazioni su Rousseau? Non abbiamo ancora deciso. Ci saranno sicuramente altre riunioni interne nel Movimento", promette il presidente dei senatori grillini Ettore Licheri lasciando il Palazzo dei gruppi di Montecitorio.

''Non ho cambiata idea, resto fuori'' dal governo Draghi, ''a maggior ragione perché la pattuglia" a palazzo Chigi "sta diventando estremamente eterogenea''. Così al Tg5 la leader Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che in ogni caso ''pensa di trovare l'intesa sui temi". Meloni, nell'incontro con il premier incaricato, ha spiegato che non voterà la fiducia all'esecutivo. ''L'ho detto anche al premier incaricato Draghi: la nostra scelta di non votargli la fiducia non è la scelta sull'autorevolezza del nome, ma sul metodo che non condividiamo e sul merito di governo dove si cerca di mettere insieme tutto e il contrario di tutto... Spero che Draghi sappia fare bene e, se lo farà, i voti di Fdi sui provvedimenti che condividiamo ci saranno assolutamente''.

A spingere sull'acceleratore del governo Draghi era stato per primo Matteo Renzi: "Italia Viva sosterrà il governo indipendentemente dal nome dei ministri, da quanti tecnici e politici" avrà, ha esordito il leader di Italia Viva dopo il faccia a faccia con il premier incaricato. A favore del nuovo esecutivo, nella prima fase delle consultazioni, si erano detti anche tutti i gruppi 'minori' presenti in Parlamento, con toni anche decisi.

I dem non hanno posto veti su nomi e sigle, ma hanno circoscritto il perimetro del governo su temi e contenuti: "Il governo dovrà avere un forte ancoraggio all'Unione europea, alla sua politica di superamento dell'austerità, di spinta a investimenti con rischio comune, alla solidarietà" e un "ancoraggio importante alla nostra storica amicizia euro-atlantica, aiutata dall'elezione di Biden", ha spiegato il segretario del Pd chiedendo poi un esecutivo "forte e di lunga durata". Il Partito Democratico ha smentito categoricamente le voci legate all'ipotesi di un appoggio esterno: "Sono totalmente infondate le notizie su orientamenti assunti su eventuale appoggio esterno al Governo. La posizione del Pd è stata votata dalla direzione nazionale all'unanimità e illustrata ieri al professor Draghi".

Annunciato telefonicamente a Draghi direttamente da Silvio Berlusconi, da Forza Italia era arrivato ieri il sì: ''Abbiamo confermato al premier incaricato il pieno appoggio di Forza Italia", ha detto dopo le consultazioni Antonio Tajani, che nel merito ha parlato di un governo di ''alto profilo'', che coinvolga ''tutte le risorse della politica, dell'economia e della cultura" e ha detto no alla ''nascita di una nuova maggioranza politica''.

Si comincerà domani alle 15 con il Gruppo Misto della Camera - minoranze linguistiche. Il termine delle consultazioni sarà con il M5S, che si siederà al tavolo martedì alle 17.15. Martedì alle 11 Draghi vedrà il gruppo europeisti - Maie - centro democratico Senato, alle 11.45 sarà al volta di Leu, poi alle 12.00 Italia Viva, alle 13.15 Fdi. Nel pomeriggio, alle 15, tocca al Pd, alle 15.45 Fi, alle 16.30 Lega e, infine, il M5S alle 17.15.