Governo Draghi, oggi il voto di fiducia al Senato: le news

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Si vota oggi al Senato la fiducia al governo di Mario Draghi. Il premier terrà questa mattina il suo discorso sul programma e a seguire inizierà il dibattito a Palazzo Madama. Poi in serata, a partire dalle 22, il voto dell'Aula. Ecco le ultime news sulla giornata politica e le notizie sul nuovo governo Draghi alla prima prova in Parlamento.

12.25 - "Nei prossimi due anni ci sarà una riorganizzazione della politica. Se a sinistra si fa l'intergruppo Pd-M5s-Leu sulla linea Zingaretti-Bettini e i partiti a destra si europeizzano e diventato spendibili in Europa, al centro si apre un'area liberal democratica riformista che in Europa è rappresentata da Macron, Michel e Vestager" e "Italia viva si può fare promotrice e aggregatrice". Lo ha detto Matteo Renzi, conversando con i cronisti in Senato.

12.24 - “La cultura è tra i pilastri dell’agenda di Draghi”. Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, commenta la comunicazione all’aula del Senato del Presidente del Consiglio. “Il richiamo del Presidente Draghi al ruolo dell’Italia come grande potenza culturale – prosegue Franceschini – indica con chiarezza quale sarà l’orientamento dell’azione governativa in questa difficile situazione, così come le indicazioni al dovere di promuovere la cultura insieme alla formazione e all’educazione; alla necessità di una maggiore consapevolezza del nostro primato culturale; alla opportunità di investire sulla transizione culturale partendo dal patrimonio identitario umanistico, sull’accesso paritario alla formazione ambientale, sulla manutenzione del territorio e sulla capacità di preservare e tutelare le città d’arte, i luoghi e le tradizioni come chiave di una crescita economica sostenibile”.

12.22 - Il premier Mario Draghi ha appena lasciato la Camera. Ora è atteso di nuovo in Senato, per la discussione generale, al via alle 12.30.

12.21 - “Mario Draghi con il suo discorso ha confermato il motivo per cui da subito gli abbiamo accordato la nostra fiducia: un ‘governo del Paese’, senza aggettivi, cioè, per dirla con le parole del presidente della Repubblica ‘un Governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica’. L’unità a cui ha richiamato il Parlamento – è un dovere, ha detto – non è un di meno per la politica, comporta certo delle rinunce, ma è ‘un passo avanti’ verso una responsabilità nazionale di ricostruzione". Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia.

12.19 - “Lo sguardo rivolto al futuro, l’attenzione alle nuove generazioni, alle necessarie riforme per modernizzare il Paese, alla parità fra i sessi come questione strutturale: l’intervento del presidente Draghi è stato molto emozionante e sento tutta la responsabilità per il lavoro che ci attende”. Lo scrive su Facebook Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione territoriale. “Le sue parole sul Mezzogiorno, in particolare, hanno individuato con precisione le priorità che caratterizzeranno la mia attività: aumento dell’occupazione, con particolare attenzione a quella femminile, crescita degli investimenti, contrasto al declino demografico e allo spopolamento delle aree interne. Per realizzare tutto questo - prosegue Carfagna - dobbiamo garantire una formazione di qualità, soprattutto in settori strategici, rinnovare e rafforzare la pubblica amministrazione, preservare la legalità”. “Da qui partiremo, con una visione di insieme che coinvolge tutto il territorio nazionale e guarda alle ragazze e ai ragazzi. Per loro, con loro, rimetteremo in piedi il Paese”, conclude la ministra.

12.15 - "Draghi ha indicato chiaramente la tabella di marcia. Non è facile, perché i tempi del Pnrr sono stretti, ma ha confermato l'impianto del piano. Il punto chiave è l'integrazione delle politiche e la coerenze delle politiche, cosa che richiede il Pnrr e che è nuova per la cultura di governo". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Enrico Givoanni conversando con i cronisti al Senato.

12.08 - Addio pienone nei palazzi della politica almeno per la prima fiducia di un governo che si insedia. A causa delle norme anti-covid a palazzo Madama, valgono regole stringenti per gli accessi agli spazi, che in ‘tempo di pace sanitaria’ non vigevano. E così, contingentamento per il numero delle persone giornalisti ammesse nelle tribune, così come lo stesso ‘transatlantico’, più correttamente Sala Garibaldi, non offre spazio che a un certo numero di cronisti che, in caso, entrano a turno. Espliciti anche i cartelli all’ingresso della Sala Maccari, che non ammette più di 18 persone, o il corridoio antistante, fermo a quota 9.

12.01 - “'In questo momento così difficile, all’appartenenza politica dobbiamo anteporre il dovere della cittadinanza. Dobbiamo fare in modo che le future generazioni ci ringrazino per il nostro lavoro e non ci rimproverino per il nostro egoismo'. Questo l’appello forte del Presidente del Consiglio Mario Draghi che ci spinge a lavorare su identità europea, sistema sanitario, ripresa economica, scuola e ricerca, ecologia, lavoro, transizione digitale e parità di diritti. La collaborazione di tutti sarà fondamentale". Lo scrive in un tweet il ministro ai Rapporti col Parlamento Federico D'Incà.

12.00 - "Consegno il testo delle dichiarazioni programmatiche rese al Senato e sulle quali si terrà domani il dibattito". Così il premier Mario Draghi in Aula alla Camera.

11.55 - "Lo avete sentito? Draghi ha dato una visione". Lo ha detto il leader Iv Matteo Renzi parlando con i cronisti al Senato dopo il discorso del premier Mario Draghi per la fiducia al governo. Un discorso per un programma di due anni? "Anche più lungo", ha precisato Renzi.

11.53 - “La crescita dipende dalla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ora questa fiducia va recuperata in fretta ed è questo il principale motivo per cui abbiamo sostenuto e sosterremo lo sforzo del Governo Draghi. Non c’è tempo da perdere: servono azioni immediate e riforme di prospettiva. Quella di Draghi è una sfida che il Paese non può perdere. E' il primo segnale che gli italiani attendono è un cambio di passo nel rapporto tra salute ed economia. Tra la sopravvivenza di oggi e la prosperità del nostro futuro”, così scrive il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.

11.49 - "Valeva la pena aprire la crisi? Sì. E chi aveva dei dubbi dovrebbe solo sentire il discorso di Draghi". Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi ai cronisti a palazzo Madama.

11.48 - “Quelle del premier Draghi sono dichiarazioni programmatiche incoraggianti, che mettono insieme la lotta alla pandemia e quella alla crisi climatica. Attendiamo di leggere i primi provvedimenti, a partire dal piano per l’uso del Next Generation Eu. Noi Verdi ricordiamo che la lotta all’inquinamento dell’aria e alla pandemia si fa investendo molto nel trasporto pubblico, sulla digitalizzazione, sull’innovazione, sulle energie rinnovabili e in un’agricoltura sostenibile”. Così Angelo Bonelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale dei Verdi ed esponente di Europa Verde, al termine dell’intervento del Presidente del Consiglio al Senato. “La politica – conclude Bonelli – deve recuperare la dimensione etica, guardare al futuro delle generazioni che verranno e alla tutela del nostro pianeta. Bene ha fatto il premier Draghi a ricordare quanto il Santo Padre Papa Francesco ha scritto nell’Enciclica Laudato Si’”.

11.45 - "Dal Pd pieno sostegno al governo Draghi, le cose dette negli incontri delle consultazioni sono state tutte confermate in aula. Voteremo compatti, questo è il futuro dell'Italia". Lo ha detto Andrea Marcucci al termine del discorso del premier al Senato. Draghi ha invocato unità e, per il presidente dei senatori del Pd, la nascita dell'integruppo Pd-M5s-Leu "non scalfisce il nostro contributo fattivo, anche sulla base della valutazione del nostro operato e di Conte fatto da Draghi".

11.44 - Rientra il dissenso dei senatori M5S in vista del voto di fiducia al governo Draghi? "Lavoriamo all'unità". Così il capo politico Vito Crimi, rifiutandosi di rilasciare un commento ai cronisti sul discorso del nuovo presidente del Consiglio in Aula, e glissando alla domanda su eventuali assemblee in vista prima del voto. Poco prima di essere fermato dai giornalisti, Crimi si è fermato a parlare con la vicepresidente del Senato Paola Taverna e l'ex capogruppo Gianluca Perilli.

11.40 - Sono state una ventina le interruzioni che Mario Draghi ha avuto al Senato nel suo discorso per la fiducia. Ci sono stati applausi decisi, altri appena accennati, fino alla standing ovation finale da parte dei senatori che lo sostengono. In pratica la quasi totalità dell'aula. L'applauso più deciso è stato anche uno dei primi, quello sulle parole che il premier ha subito riservato alle vittime del Covid e ai sacrifici degli italiani nel lungo periodo della pandemia. Lo stop più rumoroso, e anche il più divisivo, è stato quello sul nome di Giuseppe Conte, citato dal premier: applaudito dalla ex maggioranza (con i grillini in piedi) ma bersagliato da alcuni 'buu' dell'aula. Battimani anche su Europa e Euro, la scuola in presenza, l'atlantismo. Lo stesso sull'ambiente, dove Draghi ha citato Papa Francesco nell'entusiasmo dei senatori, come sul rispetto reale della parità di genere, un passaggio salutato con particolare decisione dalle senatrici del Pd.

11.39 - Il presidente del Consiglio Mario Draghi è alla Camera per consegnare il testo del discorso con le linee programmatiche del suo governo. Entrando a Montecitorio si è limitato a un 'buongiorno' ai giornalisti in attesa.

11.35 - “Più salute e meno tasse, più rimpatri e meno burocrazia, più cantieri e meno sprechi, responsabilità e rispetto nei confronti delle future generazioni, orgoglio di essere italiani. Ottimo punto di partenza, nel nome dell’efficienza, della trasparenza e del cambiamento. La Lega c’è”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando l'intervento programmatico del premier Mario Draghi in Senato.

11.20 - "Tra oggi e domani le Camere saranno impegnate nelle votazioni di fiducia al nuovo governo guidato dal Presidente Draghi. Al termine di tali procedure, previste dall’articolo 94 della nostra Costituzione, mi rivolgerò doverosamente, ai Presidenti di Senato e Camera affinché, nelle loro prerogative, procedano alle verifiche conseguenti ai probabili mutamenti degli equilibri parlamentari che possono impattare sulla composizione del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica lasciando a loro la corretta interpretazione della legge 124/2007 e del suo originale spirito applicativo". Così in una nota il presidente del Copasir Raffaele Volpi (Lega).

11.16 - La parola 'pandemia' che risuona in Aula ben 20 volte, la più usata da Mario Draghi, poi 'paese' (18), e infine 'programma', usata per 14 volte. Sono questi i tre sostantivi usati con più frequenza dal premier, nel suo intervento in Senato. Poi, nel tag cloud del presidente del consiglio, 'cittadini' e 'governo', termini usati entrambi per 12 volte, poi a quota 10 'donne', 'europea', 'sistema', investimenti'. Nove volte, infine, Draghi usa la parola 'giovani', 'italiani' e 'lavoratori'. Draghi, nel suo speech, ha usato in totale 1.893 parole. Lo scorso 18 gennaio, l'allora premier Giuseppe Conte, nel suo discorso per la fiducia alla Camera, aveva fatto ricorso, in particolare, al sostantivo 'governo' (30), il verbo 'abbiamo' (31). E poi 'politica' (23).

11.15 - "Mi dite quando posso sedermi?". Al termine del suo intervento in Senato, Mario Draghi indugia sulle regole del protocollo di palazzo Madama. Il premier aveva appena finito il suo discorso ma, evidentemente, non era gli era stata data una particolare indicazione sui tempi e modi dell'aula. Così si è rivolto ai ministri, in particolare a Giancarlo Giorgetti, per chiedere 'lumi'. A quel punto, è stata la presidente del Senato Elisabetta Casellati ad annunciare la pausa dei lavori e la chiusura della seduta.

11.12 - Standing ovation dell'aula del Senato quando Mario Draghi ha terminato il suo discorso sulla fiducia a palazzo Madama. I senatori che lo sostengono, la grande parte dell'emiciclo, si sono alzati in piedi e hanno riservato un lungo applauso al premier.

11.05 - "Il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall’inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all’innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all'uomo. Come ha detto papa Francesco 'Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l'opera del Signore'". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle dichiarazioni programmatiche al Senato.

10.56 - "Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle dichiarazioni programmatiche al Senato. "Occorre rivedere -ha proseguito il premier- il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall’esperienza vissuta dall’inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza. È necessario investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale".

10.55 - "Siamo una grande potenza economica e culturale. Mi sono sempre stupito e un po’ addolorato, in questi anni, nel notare come spesso il giudizio degli altri sul nostro Paese sia migliore del nostro. Dobbiamo essere più orgogliosi, più giusti e più generosi nei confronti del nostro Paese. E riconoscere i tanti primati, la profonda ricchezza del nostro capitale sociale, del nostro volontariato, che altri ci invidiano". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, nelle comunicazioni in Aula al Senato per il voto di fiducia.

10.49 - "Sono a favore del presidente Mario Draghi, lo sosterrò e sosterrò le scelte che farà in futuro". Lo ha dichiarato il senatore Umberto Bossi, presidente federale della Lega.

10.45 - Il premier Mario Draghi nel suo intervento in aula al Senato cita esplicitamente "l’irreversibilità" della scelta dell’euro. Accanto a lui, il ministro Giancarlo Giorgetti mostra di cogliere l’importanza del passaggio che sembra una replica solenne a quanto detto dal leader della Lega Matteo Salvini sulla valuta europea ("solo la morte è irreversibile"), e se dietro la mascherina non è facile cogliere l’espressione del viso, Giorgetti con le mani che si intrecciano sembra far capire che il riferimento ha un peso che mette fine a ogni discussione. Successivamente, è sempre il ministro dello Sviluppo economico a soccorrere il presidente del Consiglio sul numero effettivo dei ricoverati in terapia intensiva a causa del covid.

10.42 - Posti in piedi per i ministri del governo Draghi al Senato per il discorso di fiducia del neo presidente del Consiglio. Dei 23 ministri, solo 13 hanno trovato spazio intorno al premier nei banchi del governo di palazzo Madama. Alla destra di Draghi c'è Giancarlo Giorgetti, alla sinistra Stefano Patuanelli. Spicca, seduto proprio davanti al premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli.

Nei banchi del governo hanno trovato spazio Lorenzo Guerini, Roberto Speranza, Renato Brunetta, Elena Bonetti, Fabiana Dadone, Enrico Giovannini, Mara Carfagna, Luciana Lamorgese, Daniele Franco, Erika Stefani.

10.37 - "Nel ringraziare, ancora una volta il presidente della Repubblica per l’onore dell’incarico che mi è stato assegnato, vorrei dirvi che non vi è mai stato, nella mia lunga vita professionale, un momento di emozione così intensa e di responsabilità così ampia". Così il presidente del Consiglio Mario Draghi, nelle comunicazioni in Aula al Senato per il voto di fiducia.

10.35 - "Si è detto e scritto che questo governo è stato reso necessario dal fallimento della politica. Mi sia consentito di non essere d’accordo. Nessuno fa un passo indietro rispetto alla propria identità ma semmai, in un nuovo e del tutto inconsueto perimetro di collaborazione, ne fa uno avanti nel rispondere alle necessità del Paese, nell’avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie e delle imprese che ben sanno quando è il momento di lavorare insieme, senza pregiudizi e rivalità". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle sue dichiarazioni programmatiche al Senato.

10.29 - Mario Draghi cita Giuseppe Conte nel suo discorso sulla fiducia al Senato e la reazione dell'aula di palazzo Madama è duplice. I senatori della ex maggioranza, Pd, M5s e Leu, battono le mani convinti e i 5 stelle si alzano anche in piedi. Ma dall'emiciclo si sente anche, distinto, qualche 'buuu' di protesta al nome dell'ex premier.

10.28 - "Prima di illustrarvi il mio programma, vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attività più colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo. Ci impegniamo a fare di tutto perché possano tornare, nel più breve tempo possibile, nel riconoscimento dei loro diritti, alla normalità delle loro occupazioni". Così il premier Mario Draghi, in Aula al Senato per il voto di fiducia.

10.26 - "Un esecutivo come quello che ho l'onore di presiedere è semplicemente il governo del Paese, non ha bisogno di un aggettivo che lo definisca". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle sue dichiarazioni programmatiche al Senato.

10.24 - "Il primo pensiero che vorrei condividere nel chiedere la vostra fiducia riguarda il principale dovere a cui siamo chiamati tutti, io per primo", che è quello della "responsabilità nazionale, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti". Così il premier Mario Draghi, prendendo la parola in Aula al Senato.

10.20 - Italiani sempre più attenti alle tematiche ambientale tanto che oltre il 50% accoglie favorevolmente l'istituzione del ministero della Transizione ecologica; mentre risulta contrario appena il 3,1% della popolazione. E' quanto emerge da un'indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, svolta tra il 15 ed il 16 febbraio, che ha interessato un campione di 1.005 individui in età compresa fra 18 e 74 anni. Dall'indagine, però, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata tanto è vero che, alla domanda 'Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero?' ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione.

10.10 - Blindati, per il voto di fiducia al governo Draghi, il transatlantico e la buvette, lo storico bar del Senato, oggi aperto ai soli senatori e chiuso ai cronisti parlamentari. Anche i distributori che da qualche mese sono stati posizionati in transatlantico, il salone dove solitamente si intrattengono politici e giornalisti, non sono accessibili se non ai parlamentari. "L'altra volta si è parlato di una 'tonnara', bene oggi evitiamo...", spiega un commesso allontanando due giornalisti.

9.58 - Il presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivato al Senato, dove a breve inizieranno le comunicazioni per il voto di fiducia.

9.56 - "Siamo qua a fare gli interessi del popolo italiano, fortunatamente è passato il tempo dei Ciampolilli". Lo dice Matteo Salvini, entrando al Senato. "Questa è un'era di transizione, ma di cambiamento", conclude il leader della Lega.

9.55 - “Voteremo no alla fiducia al governo Draghi perché in campagna elettorale avevamo promesso ai nostri elettori che non ci saremmo alleati né con il Pd né con il M5S. E Fratelli d’Italia fa della coerenza una bandiera, un valore". Lo ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, in collegamento con Radio Anch’io. "Piuttosto assistiamo a un bizzarro dibattito nel Paese secondo il quale chi come i Cinquestelle si sono alleati con chiunque in questa legislatura sarebbero una forza politica matura, mentre chi come FdI ha deciso di non tradire il mandato elettorale è considerato vecchio e inadeguato. Ecco, noi non accettiamo lezioni e siamo fieri della nostra scelta, quella di votare no ad un governo che ha già tradito le attese, dove la sinistra è azionista della maggioranza all’interno di un Esecutivo che ha fatto della continuità il suo marchio. Non è un caso che Roberto Speranza continui a fare danni al ministero della Salute, così come il commissario Arcuri”, conclude.

9.50 - "Al 99% non voto sì al governo Draghi, dopo la virgola può aggiungere un altro 99...". Così il senatore M5S Nicola Morra all'Adnkronos. "In base a quello che audirò in Aula, in base alle parole di Draghi, deciderò poi se astenermi o votare contro".

9.40 - "Se è una proposta che possa ipotizzare una federazione, una sorta di nuovo modello per condividere alcune strategie, io ritengo che sia una cosa positiva. Altrimenti se i leader, Berlusconi e Salvini, capiranno che c’è sostanzialmente un tentativo di imbrigliare quello che il governo potrà fare per dare delle risposte vere agli italiani allora, in quel caso, sarà una situazione totalmente diversa”. Queste Lo ha affermato Alessandro Morelli, parlamentare della Lega, ospite di 'Agorà' su Raitre, a proposito della proposta di intergruppo parlamentare del centrodestra lanciata da Giorgia Meloni.

9.10 - "Non potendo essere presente al dibattito sulla fiducia per ragioni di salute, desidero esprimere il mio convinto sostegno alla scelta del Presidente Mattarella per un governo presieduto da Mario Draghi, e sostenuto con intento unitario da un ampio arco di forze politiche". Lo sottolinea il Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un intervento su 'La Stampa'. "Il presidente Draghi -prosegue l'ex Capo dello Stato- ritengo saprà affrontare i complessi compiti che lo attendono, forte del consenso del Paese che di certo verrà confermato in Parlamento. Lo stretto legame con l'Europa e l'alta considerazione internazionale consentiranno al nuovo governo di gestire al meglio la lotta alla pandemia, con una efficace campagna vaccinale, e di dare impiego proficuo alle risorse europee per programmi e investimenti in grado di affrontare i gravi problemi dell'Italia, in quel percorso di crescita economica e di progresso sociale e civile che tutti auspichiamo".

8.45 - "Se Pd, M5S e Leu hanno formato un intergruppo parlamentare per coordinare la loro attività nella maggioranza a sostegno di Draghi, evidentemente contro gli altri partiti che sostengono il governo, allora penso che anche il centrodestra debba dotarsi di un suo intergruppo per portare avanti il programma elettorale comune. E che sia utile farlo nonostante il diverso posizionamento attuale dei partiti della coalizione. Formulerò questa proposta a Salvini e Berlusconi e mi auguro possa essere accolta". Lo annuncia Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia.

8.15 - Voterà la fiducia all'esecutivo guidato da Mario Draghi "e non perché questo sia il migliore dei governi possibili, ma perché è l’unico che si è riuscito a formare e le persone fuori hanno bisogno che cominci a lavorare. Si è perso anche troppo tempo". Quanto ai Cinquestelle "il Movimento è come un adolescente che sta crescendo. I vestiti vecchi non gli vanno più, deve cambiarli adesso. Rinascere, rifondarsi, con una nuova guida e una nuova organizzazione". E Giuseppe Conte "può darci una mano a ricostruire i 5 stelle con regole nuove, ma non deve passare troppo tempo. Il momento è adesso". Lo dice l'ex ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un'intervista a 'La Repubblica'.

7.55 - "Il Pd si muoverà con un doppio passo: stare senza riserve e con l’'ansia del fare' a sostegno del lavoro di Draghi, proponendo tuttavia, nello stesso tempo, un confronto parlamentare costituente. Per lavorare insieme a quelle riforme istituzionali ed elettorali necessarie a rendere più stabile e rappresentativa l’impalcatura della democrazia italiana ed anche la sua forma di governo". Lo scrive il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in un intervento su 'La Repubblica'.

7.10 - Con l'arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi "si vede un cambio che porta al potere un uomo competente con una squadra di grande qualità e, soprattutto, con un sostegno larghissimo. Per chi è fuori dall'Italia, tutto questo fa pensare a una prospettiva positiva in questa fase così difficile". Lo sottolinea in un'intervista al 'Corriere della Sera' Sylvie Goulard, vicegovernatrice della Banca di Francia, componente del gruppo dei saggi del Quirinale per il trattato franco-italiano. Quanto alle polemiche sulla bassa rappresentanza femminile nell'esecutivo, osserva, "il gruppo di esperti guidato da Vittorio Colao aveva indicato tre aree per rafforzare l'economia: digitale e innovazione, politiche per l'ambiente, ma la terza area era la parità di genere e l'inclusione". Per la Goulard questa "analisi mi pare corretta. Si dice che fra le ragioni della bassa crescita in Italia ci sono il tasso di natalità in declino e il fatto che una parte dei talenti e delle capacità intellettuali e di lavoro del Paese non sia usato al massimo, dato il tasso contenuto di occupazione femminile".

7.05 - "Per me è stato ovvio che lui accettasse perché la passione politica l'ha sempre avuta, la situazione è drammatica, è u n cittadino serio. La cosa non mi ha sorpreso e direi che è un'accettazione che ha più un carattere etico che politico". Lo ha detto Romano Prodi a Cartabianca su Mario Draghi. Una scelta sulla quale Draghi "non aveva e non ha alcuna convenienza. Io gli auguro successo ma non che lui avesse bisogno di completare il suo curriculum con la presidenza del Consiglio in Italia. C'è un emergenza e lui ha detto 'io ci sto'".

06.55 - "Nessuno di noi affronta questa esperienza urlando un sì con entusiasmo". Così, secondo quanto apprende l'Adnkronos, il capo politico M5S Vito Crimi, aprendo l'assemblea dei deputati 5 Stelle alla vigilia del voto di fiducia al Senato sul governo Draghi. "Abbiamo tutti compreso che siamo in una situazione emergenziale... abbiamo risposto all'appello di Mattarella rivolto a tutte le forze politiche, in nome dell'unità. A differenza degli altri non ci siamo limitati ad accogliere l'appello, ma abbiamo posto una forte condizione: quella che questo governo avesse come obiettivo, come tema centrale, la transizione ecologica", ha aggiunto.

6.50 - Prima prova in Aula per Mario Draghi, oggi al Senato per il voto di fiducia al governo. A partire dalle 10, il premier terrà infatti le sue dichiarazioni programmatiche, al termine delle quali si recherà a Montecitorio per consegnare il suo testo. Dalle 12.30 in Senato sono previste 6 ore e 40 di dibattito, dalle 19 alle 20 l'ultima sanificazione, quindi replica e dichiarazioni di voto dalle 20. Il voto si terrà infine a partire dalle 22, con la 'chiama' dei senatori.