Governo Draghi, Salvini apre: "Lega a disposizione, niente veti"

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"Noi siamo a disposizione, lo abbiamo detto al professor Draghi". Matteo Salvini si esprime così dopo l'incontro con il premier incaricato, "il professor Mario Draghi", che lavora alla formazione del nuovo governo. "La Lega è la prima forza politica del paese, è una forza che governa con ottimi risultati dove lo fa. A differenza di altri, non riteniamo che si possa andare avanti a colpi di no in questo momento. Non abbiamo pregiudizi. Noi non poniamo condizioni, nessun veto", dice Salvini. "Rispettiamo le scelte del professor Draghi, aspettiamo di conoscerle per giudicarle. Non dico 'non voglio Tizio o non voglio Caio'... Lascio al professor Draghi queste valutazioni... Chiaro che se qualcuno mettesse ministro del Lavoro la dottoressa Fornero sarebbe complicato, mi sembra evidente... Sarà il professor Draghi a decidere se recuperare qualche ministro del governo uscente", dice Salvini.

"Non siamo costretti a dire sì a tutti i costi o no a tutti i costi. Noi valutiamo tutte le proposte. Siamo all'inizio di un percorso, torniamo la settimana prossima per entrare nel merito e vi potremo dire 'sì o no'. Non commento i sì o i no degli altri, li rispetto. Ovviamente non abbiamo parlato di governi politici, governi tecnici, formule miste, sottosegretari. Ho detto che la Lega non sarà per il 'forse': se saremo convinti del progetto e dell'idea di Italia, sarà un sì convinto e saremo partecipi. Se non ci saranno le condizioni, perché qualche altro partito avrà la priorità dell'aumento delle tasse e del blocco dei cantieri e delle scuole, il nostro sarà un giudizio diverso. Per quello che ci riguarda, il bene del paese viene prima di interessi di partito o di coalizione".

"Mi spiace che altri vengano in queste sale dicendo 'se c'è Salvini, no'. Per noi non è semplice, l'ho detto al professor Draghi: io mi siedo qua dicendo a lei 'ragioniamo di futuro' e potrei avere accanto a me potrei avere uno di quelli che mi hanno mandato a processo perché io da ministro ho difeso l'Europa. E' chiaro che per me sarebbe impegnativo essere in maggioranza con qualcuno che saliva su un barcone o andava in procura a denunciarmi mentre io definivo i confini. Ma questo non è sufficiente per dire 'no' a quello che serve al Paese". "Oltretutto, qualcuno è terrorizzato dall'idea delle elezioni e rimarrebbe qua a prescindere: io preferisco esserci e controllare. Preferisco essere nella stanza dove si decide come si usano 209 miliardi per i nostri figli", dice facendo riferimento al Recovery Plan. "Quello che è certo -chiosa- è che prima o poi gli italiani torneranno a votare e questo popolo tornerà ad esercitare la sovranità".

"E' stata una mezz'ora di confronto stimolante sui temi, sull'idea di Italia che per diversi aspetti coincide. Siamo contenti che al centro ci sia stato il tema dello sviluppo, della crescita dei cantieri. E' ciò di cui l'Italia ha bisogno per ripartire. Noi non poniamo condizioni, faccio questa premessa. Altri partiti pongono condizioni e veti, 'con la Lega e con Salvini no, con i sovranisti no': noi non abbiamo posto condizioni né su persone, né su idee, né su movimenti. E' un momento in cui il bene del Paese deve superare l'interesse personale o partitico. Da mesi viviamo una crisi per il caos nella maggioranza uscente, al centro del tavolo mettiamo lo sviluppo", afferma.

Il tema del lavoro: "Per la Lega significa non aumentare alcuna tassa. Noi possiamo metterci a disposizione di un governo che si pone come obiettivo primario il taglio delle tasse e della burocrazia. Niente patrimoniale, niente tasse sui conti correnti. Abbiamo impiegato molto tempo col professor Draghi parlando di sviluppo, di crescita e di cantieri. Pensiamo che la ripartenza dell'edilizia e delle opere pubbliche sia fondamentale per il lavoro, su questo penso ci sia una sensibilità comune".

"La salute degli italiani non è una priorità politica o partitica, siamo pienamente disponibili a collaborare senza i ritardi, gli scivoloni e le manchevolezze che negli ultimi mesi abbiamo visto e vissuto: vaccini che non arrivano, medici promessi che non arrivano. Invece di spendere milioni per primule e capannoni, sarebbe nell'interesse di tutti aiutare medici e Protezione Civile", aggiunge Salvini. "Un'ultima riflessione condivisa dal professor Draghi: la necessità di tornare a vivere. Questi mesi di chiusure, Dpcm, paure e distanze portano all'alienazione, alla depressione, all'abuso di psicofarmaci, all'uso di droghe. Il governo che nascerò, se nascerò, vogliamo che sia il governo della rinascita e della riapertura