Governo Draghi, voto Rousseau spacca MSS: "Momento particolare..."

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"'Guardi presidente Draghi, non possiamo entrare in questo governo perché la piattaforma Rousseau ha detto no'. Ma a voi pare una cosa seria, questa?". Un deputato 5 Stelle se la ride nel cortile della Camera. Il ricorso al voto degli iscritti, invocato da Davide Casaleggio alla vigilia dell'incontro tra la delegazione M5S (che sarà guidata, salvo sorprese, da Beppe Grillo) e il premier incaricato Mario Draghi, per dare il via libera al nuovo esecutivo, divide i grillini. "Ho incontrato diversi parlamentari e ministri qui a Roma. Qualunque sarà lo scenario politico possibile c'è ampio consenso sul fatto che l'unico modo per avere una coesione del Movimento 5 Stelle sarà quello di chiedere agli iscritti su Rousseau", le parole del fondatore della piattaforma. Diversi parlamentari però non sembrano essere dello stesso avviso. Soprattutto a Montecitorio.

Per Giorgio Trizzino - uno dei primi ad appoggiare l'ipotesi di un esecutivo Draghi - si stratta di una situazione "particolare": "Fermo restando il principio di democrazia diretta in qualunque forma esercitato tradizionalmente nel Movimento - dice all'Adnkronos il medico siciliano - questo è un momento particolare in cui i titolari di cariche e responsabilità debbono ragionare, confrontarsi con le altre forze politiche ed orientare le scelte del Movimento nell'interesse degli italiani e dei suoi elettori. Senza pregiudizi e favorendo il confronto interno a tutti i livelli".

La richiesta di Casaleggio incontra però il favore dei parlamentari che finora hanno manifestato la loro contrarietà all'ipotesi di un governo presieduto dall'ex numero uno della Bce. E fa proseliti soprattutto a Palazzo Madama, dove si annida lo zoccolo duro della 'resistenza' anti-Draghi. Danilo Toninelli per esempio suggerisce di andare "a vedere cosa ci propone il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. Ma - scrive su Facebook l'ex ministro - andiamo con la valigia piena di proposte imprescindibili per noi. E con la richiesta che ci vengano garantiti i modi e i tempi di attuazione. E, poi, qualunque cosa accada, decidiamo tutti assieme. Con il voto degli iscritti". Anche il collega Nicola Morra 'chiama' il responso della base: "Comunque vada Renzi offre sostegno a prescindere, fideisticamente. Il M5S farà decidere i suoi iscritti. Queste sono differenze sostanziali".

Da regolamento, spetta al capo politico Vito Crimi decidere se indire o meno la votazione su Rousseau. Nel corso dell'ultima assemblea dei gruppi il reggente pentastellato non aveva escluso questa opzione: "Quella del voto su Rousseau è una ipotesi da non trascurare. Ovviamente dico ipotesi perché dobbiamo aspettare che prima ci sia un contenuto reale da sottoporre, votare su una persona soltanto mi sembra riduttivo", ha spiegato Crimi ai parlamentari M5S. - Antonio Atte