Covid: Governo e Cts vogliono chiudere le discoteche, le Regioni resistono

Gabriella Cerami
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Concert crowd - picture with a lof of people dancing i a concert, night club with raised their hands up! Amazing colours! (Photo: TomasSimkus via Getty Images)
Concert crowd - picture with a lof of people dancing i a concert, night club with raised their hands up! Amazing colours! (Photo: TomasSimkus via Getty Images)

È la settimana di vacanza per eccellenza. Quella di Ferragosto, quella degli stabilimenti sulla spiaggia che di sera si trasformano in piste da ballo. Ed è anche la settimana in cui stanno risalendo i contagi, che il governo vorrebbe limitare il più possibile. Poi ecco un post su Facebook, un ragazzo scrive: “Sono positivo al Covid, sono stato in due discoteche di Soverato. Ragazzi controllatevi”. Siamo in una cittadina turistica della costa jonica calabrese, questo è solo uno dei tanti campanelli d’allarme che portano l’esecutivo a dire che “tenere le discoteche aperte è un serio rischio”.

Il problema però ruota attorno all’ultimo decreto del presidente del Consiglio in cui c’è scritto che le aperture delle discoteche e più in generale dei luoghi da ballo non sono consentite ma le Regioni, sulla base della valutazione epidemiologica, possono decidere in autonomia di aprire a certe condizioni. E così è stato. Ora solo la governatrice Jole Santelli, in Calabria, sulla scia di quanto è successo ha deciso di chiudere le discoteche. La voce grossa dell’esecutivo, che minaccia maggiori controlli, non sta colpendo nel segno. Per adesso a prevalere è la pressione sui sindaci e governatori da parte dei gestori dei locali, già parecchio provati dal lockdown, che sperano di lavorare in questo mese di agosto per recuperare le ingenti perdite dei mesi scorsi.

Proprio per tentare di trovare una soluzione condivisa e dopo l’incontro di mercoledì il ministro degli Affari Regionali potrebbe riconvocare per domani i governatori. Le Regioni, dicono fonti del governo, hanno deciso “in autonomia di aprire a certe condizioni” ma in questa fase “è necessaria la massima responsabilità e il massimo scrupolo per le condizioni di sicurezza e la reale tutela della salute”. Quei governatori, come Jole Santelli, che in queste ore stanno decidendo di chiudere i locali da ballo e le discoteche seguendo le indicazioni del governo, concludono le fonti, “non vogliono colpire un settore ma ritengono un serio pericolo l’apertura di spazi dove il contagio può correre”.

Si però, come spesso accade, in ordine sparso. Le Marche confermano le aperture, Giovanni Toti in Liguria non intende emanare una nuova ordinanza “con limitazioni per discoteche e locali assimilati”, vorrebbe affidare tutto al buonsenso. Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, chiede che sia il governo a decidere con un “provvedimento che sia nazionale per non creare assurde differenze tra territori e altrettanto assurde e pericolose migrazioni di giovani da una regione all’altra alla ricerca di luoghi dove ballare. Intanto, vale la mia ordinanza che è restrittiva rispetto alle linee guida nazionali”. L’esecutivo però sostiene di aver già deciso con il decreto del presidente del Consiglio e scarica la responsabilità sugli Enti locali. Mentre la sottosegretaria Sandra Zampa parla più che altro di buonsenso: “Occorre mantenere regole di comportamento. La mascherina per esempio. Anche se parlare di mascherina in discoteca, mi rendo conto, che sia una cosa sconcertante per i giovani. E per questo che ci vuole una grande cura da parte del gestore che deve imporre l’uso della mascherina ed evitare gli assembramenti, per quanto difficile sia”.

A fine giornata il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri dice la sua, per conto suo, e inverte la rotta rispetto a tutto ciò che il resto dell’esecutivo va ripetendo da giorni: “Le discoteche possono rimanere aperte, con i numeri del contagio che abbiamo oggi. È chiaro che se si dovesse verificare un focolaio partendo da una discoteca, quella discoteca dovrà essere chiusa”.

Di certo il tempo per decidere non è molto. La riunione di domani tra governo e regioni dovrebbe esserci ma non è stata ancora convocata, ma se una decisione sarà presa, nel senso di chiusura totale delle discoteche, dovrà essere operativa da subito perché la notte di Ferragosto è alle porte.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.