**Governo: gruppo dem Senato, 'con nostri temi in maggioranza, Pd abbia soggettività forte'**

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**Governo: gruppo dem Senato, 'con nostri temi in maggioranza, Pd abbia soggettività forte'**
**Governo: gruppo dem Senato, 'con nostri temi in maggioranza, Pd abbia soggettività forte'**

Roma, 16 feb. (Adnkronos) – A sostegno del governo Draghi ma con una "soggettività forte" del Pd dentro la larga maggioranza che sostiene il governo. E' quanto sottolineato in diversi interventi all'assemblea del gruppo dem in Senato alla vigilia del voto di fiducia domani al nuovo governo Draghi. Inoltre, a quanto viene riferito, è stata sottolineata l'esigenza di individuare, "d’accordo con la segreteria del partito, i punti programmatici qualificanti" del Pd a partire da un raccordo con M5S e Leu.

"Abbiamo deciso fin dall’inizio di appoggiare il governo Draghi, confermando senso di responsabilità verso il Paese. Cercherò una forma di collegamento con i partiti della vecchia maggioranza anche durante il governo Draghi che sarà concentrato su pochi ed impegnativi punti”, ha detto il capogruppo Andrea Marcucci alla riunione del gruppo. Un impegno che si è concretizzato già nel pomeriggio. Marcucci ha annunciato con i colleghi Ettore Licheri (M5S) e Loredana De Petris (Leu) la nascita di un intergruppo parlamentare per proseguire l'esperienza della maggioranza del Conte 2.

Un intergruppo che "a partire dall’esperienza positiva del Governo Conte II, promuova iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese, dalla emergenza sanitaria, economica e sociale fino alla transizione ecologica ed alla innovazione digitale. Con questo spirito, da domani, saremo insieme per rilanciare e ricostruire il nostro Paese”, hanno spiegato i tre presidenti di gruppo. Nell'assemblea dei senatori Pd è stato anche sollevato il tema del 'caso' donne dem: "Il tema c’è ed è stato giusto porlo. Spero che d’ora in poi non si ripeta più una delegazione tutta maschile, individuiamo ora soluzioni possibili”. Per Tommaso Nannicini "la questione femminile è una questione democratica" che, come tale, va affrontata. "Non vogliamo chiamarlo congresso? Chiamiamolo big bang. Ma facciamolo presto", dice.