Crisi governo, il 'putiniano' Fazolo: "Zampino russo? Paranoie"

(Adnkronos) - L'ipotesi che infiltrazioni russe abbiano contribuito alla crisi di governo in Italia "sono paranoie alimentate per sostenere un clima di caccia alle streghe e non prendersi le proprie responsabilità. Il governo è inciampato perché non stava facendo, o forse non ha mai fatto, gli interessi degli italiani ma soltanto quelli degli Stati Uniti". Lo afferma all'Adnkronos Alberto Fazolo, giornalista il cui nome il mese scorso era comparso in un articolo del Corriere della Sera sui 'putiniani' in Italia.

"Non c'è questo livello di importanza, ma è un qualcosa che si aspettava e che è arrivato indubbiamente", prosegue il giornalista a proposito del fatto che a Mosca "si festeggia" dopo le dimissioni dell'ex numero uno della Bce, come dichiarato dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Secondo Fazolo, la decisione di Draghi "sicuramente non è un fatto che non incide perché in tutto il resto del mondo, non solo in Russia, sanno benissimo che l'Europa in questo momento è guidata da tutta una serie di governanti che non stanno facendo direttamente gli interessi dei propri Paesi ma degli Stati Uniti".

Il giornalista sottolinea quindi che "Regno Unito e Italia sono i due Paesi che hanno spinto di più sulla guerra e che hanno fatto il danno più grande all'Europa", evidenziando la necessità di rimuovere "una grande ipocrisia", cioè il fatto che Boris Johnson sia stato "fatto fuori per motivi non direttamente collegati alla guerra". Per Fazolo, infatti, "la rabbia contro la guerra è sia sul piano politico ed umanitario, ma è anche un disastro di tipo economico ed è evidente che è un qualcosa di insostenibile".

Sul futuro della crisi italiana, il giornalista si dice convinto che ci sarà "un rimpasto" e che verrà trovata una formula per dare "continuità all'esperienza" del governo Draghi, ma - mette in guardia - "è solo un modo di tirare a campare perché le contraddizioni sono enormi ed esploderanno a breve, la principale è l'insostenibilità della guerra dal punto di visto militare. Dall'inizio del conflitto c'è una narrazione dei governi occidentali atta a far credere che la Russia stia perdendo la guerra, ma in realtà non è così e questo oggi è palese".

Fazoli auspica le elezioni perché è "troppo tempo che non si vota, malgrado già due crisi, ma sono fermamente convinto che non ce lo faranno fare e che si continuerà con un governo completamente scollegato dalle masse popolari e dall'apparato economico e sociale. Continueremo a farci del male, ma tanto tutti i nodi vengono al pettine, si andrà a scadenza naturale della legislatura e lì si vedrà cosa vuole veramente il popolo".

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