Governo inasprisce regole per navi migranti Ong

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Roma

ROMA (Reuters) - Il governo Meloni ha approvato misure per multare le navi delle organizzazioni non governative (Ong) che soccorrono i migranti in mare e sequestrare le loro navi se violano una serie di regole più severe, decisione che secondo i gruppi umanitari potrebbe mettere in pericolo delle vite.

Un decreto approvato ieri dal governo prevede che le navi debbano richiedere un porto e raggiungerlo "senza ritardo" dopo un salvataggio, piuttosto che rimanere in mare alla ricerca di altre imbarcazioni di migranti in difficoltà.

Attualmente le missioni delle Ong nel Mediterraneo centrale durano normalmente diversi giorni, con l'obiettivo di portare a termine diverse operazioni di salvataggio che spesso implicano prendere a bordo centinaia di persone.

Le navi delle Ong dovranno anche informare le persone a bordo che possono chiedere protezione internazionale nel territorio dell'Unione europea, si legge nel decreto.

I capitani che violano queste regole rischiano multe fino a 50.000 euro e le ripetute violazioni possono condurre al sequestro della nave.

Da quando si è insediato a ottobre, il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accusato le Ong di facilitare il lavoro dei trafficanti di esseri umani in un contesto di crescenti arrivi.

Le associazioni di soccorso respingono le accuse.

Riccardo Gatti, responsabile di una nave di salvataggio gestita da Medici Senza Frontiere, ha detto al quotidiano la Repubblica che il decreto fa parte di una strategia che "aumenta il rischio di morte per migliaia di persone".

Le regole che rendono più difficile effettuare salvataggi multipli potrebbero violare le convenzioni internazionali ed essere "eticamente inaccettabili", ha affermato.

Circa 102.000 migranti sono sbarcati in Italia finora nel 2022, secondo i dati del ministero dell'Interno, rispetto ai circa 66.500 nello stesso periodo l'anno scorso, ai 34.000 visti nel 2020 e il picco di oltre 181.000 nel 2016.

Secondo un documento dell'ufficio del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, solo circa il 10% delle persone arrivate in Italia nel 2022 è stato portato a terra da imbarcazioni Ong.

Tuttavia, il documento afferma anche che queste imbarcazioni hanno agito come "pull factor" per coloro che hanno intrapreso il pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo dalla Libia. Le Ong negano che la loro presenza in mare incoraggi i migranti a partire.

La gestione dell'immigrazione nell'Unione europea è da anni fonte di tensioni. L'Italia e la Spagna, dove arriva la maggior parte delle imbarcazioni, da tempo sostengono che gli alleati Ue devono farsi maggiormente carico dei migranti che arrivano sulle loro coste.

A novembre, la questione ha scatenato una lite diplomatica tra Roma e Parigi, dopo che il governo ha rifiutato di far attraccare nei suoi porti una nave che trasportava circa 200 persone, che ha poi attraccato in Francia.

(Angelo Amante, tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)