Governo, l'attesa dei vescovi

webinfo@adnkronos.com

di Elena Davolio  

La Chiesa guarda con attenzione, cautela, non senza preoccupazione, i vari passaggi delle consultazioni a Palazzo Chigi per la formazione di un nuovo governo Pd-M5S all'indomani dell'incarico affidato da Sergio Mattarella a Giuseppe Conte. Monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto nonché presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace a capo del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, oggi era riunito con un gruppo di colleghi compagni di seminario per l'incontro annuale. "Inevitabilmente è entrata nei nostri discorsi la questione governo. La situazione - afferma all'Adnkronos Santoro anche alla luce della frenata di Luigi Di Maio - è complessa e complicata. Si vede chiaramente dalle ragioni espresse dalle parti che questo accordo sta avvenendo non per un piano politico condiviso ma per evitare di andare alle elezioni. Questo è chiaro". 

Cautela ma anche aspettative dopo le dichiarazioni del premier incaricato. "Le dichiarazioni di Conte - annota Santoro - sono condivisibili; soprattutto la sua attenzione al Sud, però bisogna vedere nella pratica come si concretizzerà. Diversamente, resterà un rimedio che non ha un sostegno effettivo. Invece serve stabilità, un programma che metta al centro la persone. Conte ha parlato di nuovo umanesimo. Discorso condivisibile, ma tocca poi capire come sarà sostenuto. La verità è che servono piani che mettano al centro la persona e non il perseguimento del profitto a tutti i costi, attenzione al diffusissimo disagio sociale che c'è in Italia, specialmente al Sud". Il vescovo di Taranto ha davanti agli occhi una "stagione di grande incertezza: serve chiarezza, l'obiettivo è sostenere il bene comune, con onestà intellettuale".  

Fa ricorso alla cautela anche l'arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons. Giancarlo Perego. Interpellato dall'Adnkronos sulle complicate fasi della consultazione per un nuovo governo Pd-M5S, osserva: "Si tratta di capire quali condizioni si creeranno quando si arriverà ad una cosa più definita. Nelle parole di Conte e Mattarella sono emerse le chiare esigenze del Paese in un contesto europeo dove non si perda di vista l'unità nazionale. Questi sono i livelli importanti. Vediamo quello che uscirà, al momento siamo in attesa di capire". Anche Perego ha apprezzato il discorso di Conte sul nuovo umanesimo ma avverte: "L'umanesimo era il tema del convegno della Chiesa italiana a Firenze. Ora si tratta di capire di cosa saranno riempite queste parole. Tutti desideriamo un nuovo umanesimo. Vediamo quali saranno concretamente i fatti".  

L'arcivescovo di Ferrara non ha capito la protesta dell'ex alleato di governo dei pentastellati Matteo Salvini che ha annunciato la discesa in piazza il 19 ottobre "contro il furto di democrazia". Dice Perego: "Salvini in piazza ha dato appuntamento contro se stesso. La cosa è schizofrenica. Piuttosto faccia un 'mea culpa'. Le democrazie e la Costituzione prevedono che se c'è una nuova possibilità di governo, la si debba percorrere. Stiamo parlando di un percorso previsto dalla Costituzione e dalla modalità di operare: c'è un Parlamento che deve avere i numeri e può avere maggioranze. Ora può averne un'altra, fa parte del gioco delle democrazie. Se non ci saranno i numeri in Parlamento ci sarà la giusta conseguenza. E' abbastanza evidente che si cerca di ingannare le persone. Serve onestà intellettuale". Quanto alla situazione attuale, dice Perego, "si tratta di attendere e sperare per l'interesse del Paese. Il presidente della Repubblica è molto coerente, siamo in buone mani".  

Il vescovo di Trapani mons. Pietro Maria Fragnelli, con uno sguardo al capitolo migranti, ha lanciato un appello alle istituzioni nazionali e internazionali per sollecitare politiche capaci di fronteggiare "la condizione dei poveri del Mediterraneo". Il vescovo Santoro ricorda ai futuri governanti: "I morti sul lavoro continuano ad essere tanti, troppi! Anche quest'anno ho celebrato i funerali di tanti morti dell'Ilva. L'ultimo quello di Mimmo Massaro. Si deve dare più sostegno al lavoro, in particolare al lavoro dei giovani, con investimenti specifici. Serve un abbassamento del peso fiscale, e poi l'apertura di nuove piste: è indispensabile che il nuovo governo favorisca una strategia specifica per il Sud e in particolare per i giovani del Sud per evitare migrazioni di talenti. Il lavoro deve essere fonte di dignità".