Governo lavora a intesa sull'ex Ilva, Vestager apre ad aiuti di Stato

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Un’ora e mezza di riunione, nella notte, a Palazzo Chigi, per fare il punto sul dossier Ilva. Il Governo lavora a un accordo con Mittal prima della prossima udienza nella causa. “Abbiamo sviscerato tutti gli aspetti dell’intesa con i ministri competenti” dicono fonti di governo all’Adnkronos. La deadline fissata dal Governo e dal colosso franco-indiano è il 31 gennaio. I contatti con Mittal vanno avanti costantemente.

A Davos, riporta l’Ansa, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri avrebbe incontrato Mittal a latere dei lavori del World Economic Forum. L’incontro non viene confermato da fonti ufficiali. In un primo momento il presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe dovuto incontrare Mittal a Davos, ma ha deciso in extremis di annullare la visita per dedicarsi ai dossier interni, dal decreto sul taglio del cuneo fiscale al dossier Ilva.

Il nodo principale sarebbe la richiesta dell’azienda franco-indiana di 3000 esuberi strutturali oltre all’ingresso dello Stato nell’azionariato con ingenti risorse per la riconversione degli impianti e al ripristino dello scudo penale. Per il Governo, prosegue l’Ansa, non sarebbero accettabili più di 2000 esuberi, comunque non strutturali, che godrebbero di ammortizzatori sociali e scivoli per il periodo in cui si attua il piano di risanamento. Quanto alle risorse, l’idea sarebbe quella di destinare all’intervento i circa 400 milioni che potrebbero “avanzare” dai fondi stanziati per il salvataggio della Banca popolare di Bari (in tutto 900 milioni).

Intervistata dalla Stampa, la vicepresidente della Commissione Ue e responsabile Antitrust Margrethe Vestager apre all’ipotesi di aiuti pubblici per Taranto. Nell’ambito del Green Deal, spiega, “andremo avanti con la revisione di alcune delle nostre linee guida sugli aiuti di Stato”. Più nel dettaglio, “non si possono concedere aiuti di Stato per fare ciò che dovrebbe fare chiunque altro, e questo è un principio generale, che non...

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