Governo: Mulè, 'se Mangialavori fuori per sospetto è fine garantismo'

default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 30 ott. (Adnkronos) – “Saremmo all’anno zero della politica se nella scelta dei sottosegretari dovesse esserci un problema, addirittura, come riportano alcuni giornali, un veto o un ‘no’, nei confronti dell’onorevole Giuseppe Mangialavori, che non è stato né condannato, né imputato, né indagato, né raggiunto da alcun avviso di garanzia per vicende legata a fatti di ‘ndrangheta o altro” Lo dichiara il vicepresidente della Camera ed esponente di Forza Italia, Giorgio Mulé, rispondendo a una domanda di Maria Latella nel corso della trasmissione “Il caffè della domenica”, in onda su Radio24.

“Mangialavori – prosegue il deputato 'azzurro' – è uno straordinario professionista, un medico, un senologo che è alla seconda legislatura e non è mai stato sfiorato da sospetti. C’è solo una dichiarazione di un pentito che risale a cinque anni fa, ritrattata e corretta nel tempo. Questo non può e non deve essere sufficiente a far dire un ‘no’ nei suoi confronti, perché allora alzerei le mani e dichiarerei la sconfitta del fronte garantista. Se ci si fermasse davanti a una chiacchiera di un pentito senza alcun seguito giudiziario vorrebbe dire che siamo messi davvero male. Non voglio credere – conclude – né che ci sia un veto su Mangialavori, né che eventualmente non rientri fra i sottosegretari”.