Governo, oggi il decreto da 32 mld con proroga blocco licenziamenti

di Giuseppe Fonte e Gavin Jones
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Camera dei Deputati prima di una votazione

di Giuseppe Fonte e Gavin Jones

ROMA (Reuters) - Il governo presenterà oggi il pacchetto di misure espansive da circa 32 miliardi di euro per sostenere l'economia italiana, gravemente colpita dal coronavirus.

Il decreto legge, che sarà presentato dal premier Mario Draghi nell'attesa prima conferenza stampa dall'insediamento, rifinanzia i programmi straordinari di cassa integrazione, accantona quasi 3 miliardi per la campagna vaccinale e il comparto sanitario, e prevede oltre 11 miliardi di ristori alle attività economiche costrette a chiudere a causa del lockdown.

Sarà inoltre esteso a giugno il blocco dei licenziamenti che altrimenti scadrebbe il 31 marzo, secondo una bozza vista da Reuters.

Una parte dei 32 miliardi di euro andrà a finanziare ulteriori 28 settimane di cassa Covid, cui le imprese potranno attingere tra aprile e dicembre, a condizione di non ridurre la forza lavoro.

Includendo il decreto, l'Italia ha messo sul tavolo quasi 200 miliardi di euro di spesa a deficit dall'esplosione della pandemia, poco più di un anno fa.

Con la maggior parte del paese soggetta a rigide restrizioni, Draghi ha annunciato di voler proporre al parlamento in aprile un nuovo scostamento che, secondo una fonte del Tesoro, farebbe lievitare l'indebitamento netto a quasi il 10% del Pil dal 9,5% del 2020.

L'aumento del deficit farà salire anche l'enorme debito pubblico italiano, pari al 155,6% del Pil alla fine dello scorso anno e il secondo più alto della zona euro dopo quello della Grecia.

L'Italia ha subito una recessione dell'8,9% nel 2020, la più pesante dal dopoguerra. Il precedente esecutivo aveva stimato un rimbalzo del 6% quest'anno ma è praticamente certo che Draghi rivedrà in peggio le previsioni, al momento di aggiornare il mese prossimo il quadro macroeconomico e di finanza pubblica.

La misura più controversa del decreto oggi in discussione, ancora da finalizzare, è lo stralcio delle cartelle esattoriali emesse per somme fino a 5.000 euro tra 2000 e 2015. Se confermata, avrebbe un impatto a bilancio di circa 2 miliardi di euro.