Governo, Orlando: così non si dura, altro che 2023

Luc

Roma, 8 nov. (askanews) - Non siamo alla vigilia di una crisi di governo, "no, semplicemente siamo preoccupati. Se ci sono un patto solido e un orizzonte temporale lungo allora i problemi si risolvono. Se invece i nostri alleati non indicano alcun respiro, nessuna ambizione che non sia quella del giorno per giorno, allora qualunque problema rischia di trasformarsi nell'incidente fatale". Lo dice il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, in una intervista al Messaggero.

"Decidiamo serenamente insieme - è l'esortazione di Orlando - Italia Viva e M5s ritengono che la strada di un orizzonte lungo non sia perseguibile? Bene, accorciamo lo sguardo e chiudiamo prima questa esperienza. Patti chiari, legislatura lunga. Anche noi abbiamo ben presente l'esigenza di arrivare a scadenze istituzionali importanti, come quella dell'elezione del presidente della Repubblica, e al 2023, ma il problema è che così a quelle scadenze non ci si arriva".

Sulla legge di bilancio, osserva Orlando, "il problema non è se la maggioranza regge numericamente in Parlamento, io credo che questo problema non si ponga. Abbiamo fatto una manovra che ha evitato l'aumento dell'Iva e che dà segnali in direzione dell'equità ma siamo stati sui giornali per questioni marginali sulle quali si sono montate polemiche che hanno avuto come risultato quello di far passare questa manovra come la manovra delle tasse. Il problema è rivedere il modo in cui si sta insieme altrimenti qualunque cosa si riesca a realizzare rischia di passare in secondo piano. Se Iv ritiene che il Pd è il partito delle tasse e M5s ritiene che con il Pd non si possono fare accordi di ampio respiro, bisogna trarre le conclusioni: facciamo lo stretto necessario e finiamo qui".

Quanto al premier Giuseppe Conte, il vicesegretario dem osserva: "Lavoriamo con lui con lealtà ma va segnalato un passaggio critico: uan volta che la manovra arriva in Parlamento, il presidente del consiglio non può avviare una trattativa parallela a quella che faranno i gruppi parlamentari perché così si dà l'idea di smentire il giorno dopo quello che hai fatto il giorno prima".