Governo: Patrizio Bianchi all'Istruzione, 'per la scuola una vera fase costituente'/Scheda

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Governo: Patrizio Bianchi all'Istruzione, 'per la scuola una vera fase costituente'/Scheda
Governo: Patrizio Bianchi all'Istruzione, 'per la scuola una vera fase costituente'/Scheda

Roma, 12 feb. (Adnkronos) – E' un curriculum di grande rispetto accademico nonché respiro internazionale quello del nuovo Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi. Conosciuto durante la pandemia per aver coordinato lo scorso anno la task force ministeriale, formata dall'ex Ministro Lucia Azzolina per la gestione della ripartenza scolastica, Bianchi è da anni molto vicino sia al mondo della scuola che a quello universitario nella loro dimensione educativa e al contempo amministrativa. Strenuo sostenitore del fatto che un ritorno alla normalità pre-covid non possa e non debba più bastare, il neo-ministro sostiene (nel saggio edito da il Mulino 'Nello specchio della scuola' pubblicato lo scorso ottobre) che sia "ormai indifferibile avviare una vera fase costituente per la scuola", "una nuova stagione in cui essa torni a essere, o meglio divenga, il motore di una crescita di un paese che da troppo tempo è bloccato”.

Dopo aver conseguito, nel maggio 1976, una laurea in Scienze Politiche con lode all'Università di Bologna, Bianchi ha perfezionato i suoi studi alla London School of Economics. Professore ordinario dal 1994 di Politica Economica a Bologna, nel 2004 è diventato rettore dell'università di Ferrara, incarico riconfermato fino al 2010. Bianchi è stato anche assessore alla Scuola, Università e Lavoro in Regione Emilia-Romagna per due mandati con i presidenti Errani e Bonaccini. All'università di Ferrara oltre ad essere titolare della cattedra di Economia Applicata, lo è anche di quella Unesco in "Education, Growth and Equality", nonché direttore scientifico dell’Ifab – Fondazione Internazionale Big Data e Intelligenza Artificiale per lo Sviluppo Umano.

"E' tempo di investire in educazione – si legge nel saggio – La questione principale è quale paese vogliamo per noi e per i nostri figli e quindi quale scuola predisporre per realizzare un paese che non sia sempre in balìa dell’emergenza, ma sia capace di guardare avanti…".