Governo, Patuanelli: "Dopo Conte ci sono le elezioni"

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“Dopo il Conte bis ci sono solo le elezioni. Se si andasse al voto con questa legge elettorale, l’unico modo per farlo sarebbe in coalizione con Pd e Leu. Lo dice in un’intervista a Repubblica Stefano Patuanelli, secondo cui, dopo il piano ‘Ciao’ di Matteo Renzi, si deve lavorare “come maggioranza sulle cose che ci uniscono, che sono tante. E mettendo davanti a tutto l’interesse del Paese che è fatto dei 69 miliardi a fondo perduto e 127 miliardi di prestiti del Recovery, dei 14 miliardi del React Eu, dei 43 miliardi del quadro finanziario pluriennale del bilancio europeo. Tutte queste risorse ci possono far disegnare un Paese che guardi alle generazioni future e questo deve essere il motore del governo”.

Per quanto riguarda l’uso dei fondi, “il presidente del Consiglio – afferma il ministro dello Sviluppo economico - non poteva che cominciare da una bozza di piano che ciascuna forza può ridefinire: l’importante è trovare una sintesi nell’interesse del Paese, non di un singolo centro dei potere”. Riguardo la richiesta di Italia Viva di rafforzare la sanità subito accedendo alla linea pandemica del Mes, “con questo livello di spread, con un piano Bce in corso fino a marzo 2022, sarebbe singolare attivare il meccanismo europeo di stabilità. Eventualmente, sarà una discussione da affrontare in Parlamento, dove non mi sembra ci sia una maggioranza favorevole”.

"Io ritengo che il Conte bis sia il secondo e ultimo governo di questa legislatura - prosegue Patuanelli - non vedo spazio per altro se non le elezioni, senza ovviamente volermi sostituire alle prerogative del presidente della Repubblica. Sono il primo a ritenere surreale il teatrino rimpasto sì, rimpasto no, crisi sì, crisi no. Parliamo del futuro di questo Paese e questi sono i temi che dobbiamo affrontare. Il Movimento ha sempre dimostrato grande responsabilità, ma non deve essere scambiata per attaccamento alle poltrone. Nel corso del 2020 si sono svolte molte elezioni, in Italia e fuori: la pandemia non può diventare un alibi per non andare al voto”.

Sul candidato premier dei 5 stelle, “ci sarà il coinvolgimento dei nostri iscritti - dice il ministro -, che come sempre decidono nei passaggi importanti. La mia idea è che servano un campo innovatore comune e un leader come Giuseppe Conte”. Un’alleanza col Pd, ma “anche con Leu. Per dimostrare, di fronte alla destra più conservatrice d’Europa, che noi siamo altro”. Anche senza Italia Viva: "E’ chiaro che se si apre una crisi e si va al voto perché una forza politica decide di non credere più a questa maggioranza, quel partito rimane fuori da una futura coalizione”.