Governo, Renzi: no ad accordi con Salvini per votare tra otto mesi

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Roma, 29 feb. (askanews) - "Ad emergenza finita andremo da Conte con le nostre quattro proposte su 'Italia Shock', giustizia giusta, modifica del reddito di cittadinanza ed elezione diretta del sindaco d'Italia, come avevamo concordato. E il premier valuterà. In ogni caso nessuno di noi intende fare un accordo per consentire a Salvini di votare tra otto mesi. Sarebbe una barzelletta. Coloro che ieri ci hanno attaccato su questa ipotesi sono gli stessi che avevano fatto ad agosto scorso, loro sì, un accordo con Salvini per andareavotare e, nei fatti, consegnargli pieni poteri. Per quello che ci riguarda si vota nel 2023". Lo dice Matteo Renzi, leader di Italia viva, in un'intervista al Corriere della sera.

Renzi critica la gestione a livello comunicativo della emergenza Coronavirus: "Non parlerei di isolamento ma l'Italia è purtroppo dipinta come diffusore del virus e la colpa viene data alla nostra gestione. All'estero danno la colpa ai nostri ospedali e mi sembra così ingiusto! Alla base ci sono errori di comunicazione più che sostanza. Ma la comunicazione oggi diventa sostanza. Ora affrontiamo l'emergenza e blocchiamo il contagio. Ma poniamoci da subito il tema del recupero di reputazione internazionale".

Conte e il governo sempre in tv, non si è drammatizzato un po' troppo? "Non piango sul latte versato e non serve una polemica, per di più in emergenza - osserva l'ex premier -. Casomai urge una riflessione del rientro dei potenziali contagiati, autorevoli amici del governo mi mostravano sondaggi che dicevano: l'84% degli italiani approva questa misura. I sondaggi davano ragione a questa scelta, ma il puntoèche è sbagliato dare ragione solo ai sondaggi. Chi ha ruoli di leadership deve fare scelte assumendosi responsabilità, non rincorrendo l'opinione pubblica. Altrimenti viviamo tutti condizionati dal populismo e dalla dittatura dell'istante".

Sulle dimissioni di Ivan Scalfarotto perché non ha avuto la delega al Commercio estero Renzi dice: "Ivan è persona seria e amico fraterno. Doveva occuparsi di export e investimenti esteri, poi Di Maio non ha rispettato l'accordo. In momenti normali per una cosa così ci si dimette. E Ivan aveva scelto di farlo. Gli sono grato perché ha accettato di rinviare alla fine della quarantena politica le sue decisioni. Oggi nessuno capirebbe la polemica sulle deleghe della Farnesina. Nel merito Ivan ha totalmente ragione e la sua professionalità è un valore aggiunto per l'Italia prima ancora che per l'Italia viva".

Infine sull'ipotesi di un rinvio del referendum sul taglio dei parlamentari il leader di Iv dice: "Penso che alla luce del coronavirus si debba anticipare il decreto sul taglio delle tasse. Quel referendum peraltro non interessa nemmeno gli addetti ai lavori. Io mi preoccupo della crescita, non del populismo. E spero che nelle prossime ore si possano riaprireiteatri e i musei nelle città del Nord: un teatro che tira su il sipario nonostante tuttoetutti è la più grande forma diresistenza e resilienza. E dimostra che il Paese è vivo".