Governo, Renzi: "Non vogliamo poltrone, pronti a lasciarle"

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"Quali poltrone da ministro vuoi / volete? Risposta. Nessuna!". Lo scrive Matteo Renzi nella enews. "Siamo infatti gli unici -sottolinea il leader Iv- disponibili a lasciare le poltrone. Se le nostre idee servono, ci siamo. Se le nostre idee non servono, tenetevi anche le poltrone. I populisti non si capacitano che esista un partito in cui due Ministre, Teresa e Elena, siano pronte a dimettersi se non viene dato ascolto alle nostre proposte". "Sono così fiero di guidare una squadra di persone pronte a dimettersi per una idea. Fiero, fiero, fiero", aggiunge.

"Quel partito, coraggioso e libero, è diverso da tutti gli altri: si chiama Italia Viva (se volete darci una mano, qui il link). Le poltrone servono per far accadere le cose, non sono fini a se stesse: questa è la differenza tra chi pensa che la parola 'potere' sia un verbo e chi pensa che la parola 'potere' sia un sostantivo", sottolinea l'ex premier che aggiunge: "Ma alla fine, allora, che cosa volete? Si può capire? Risposta. Le veline del Palazzo riempiono i giornali di totoministri. Chiacchiere buone solo per far passare il messaggio che si risolve tutto con un rimpastone".

"Noi invece abbiamo messo nero su bianco i contenuti: spese sanitarie, alta velocità, vaccini, scuola, cultura, posti di lavoro. Ma vi rendete conto -continua il leader di Iv- che nel Recovery Plan per i giovani e l’occupazione, nei prossimi sei anni, ci sono meno risorse di quelle che sono previste per il solo 2021 per il cash-back? Davvero il futuro dei nostri giovani vale meno del futuro di una carta di credito?".

"Il Premier ha detto che verrà in Parlamento in modo trasparente. Lo aspettiamo in Senato. E se i responsabili di Lady Mastella sosterranno questo governo al posto nostro noi non grideremo allo scandalo ma rispetteremo la democrazia parlamentare", scrive ancora Renzi. "Matteo, ma tu hai un problema personale con Conte? Risposta. Magari avessimo un problema personale: noi abbiamo un problema politico con Conte". "Sul Recovery, sul Mes, sull’intelligence, sulla scuola, sull’alta velocità, sul garantismo, sul ruolo internazionale dell’Italia e sulla presenza nel Mediterraneo, sul rapporto con gli Stati Uniti, sul lavoro e il reddito di cittadinanza, sulla crescita, sullo stile istituzionale ho argomentato idee diverse. Non è un fatto personale, si chiama politica. E ho messo nero su bianco le nostre riflessioni per evitare che fossero sostituite dalla 'narrazione' dei portavoce", afferma.