Governo, Renzi: se Pd vuole voto lo dica ma per me è una follia

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Roma, 8 nov. (askanews) - Il voto anticipato è un "suicidio di massa". Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, in un'intervista su 'La Repubblica'. Renzi si rivolge al Pd e li avverte che in caso di voto anticipato voluto dai Dem, non correrebbe con loro: "Se vogliono votare, ognuno andrà per la propria strada. Se come spero si andrà avanti, facciamo insieme un grande patto per la crescita".

"Italia viva pensa che si debba votare nel 2023, alla scadenza naturale, dopo aver eletto il nuovo presidente della Repubblica. Se qualcuno pensa di fare come in Umbria anticipando le elezioni, faccia pure: con questa scelta si perdono tutti i collegi uninominali e si causano sconfitte in Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Non so che nome dare a questa ipotesi politica: in psicologia si chiama masochismo", sostiene Renzi.

Se il Pd trasformasse il governo con il M5S in una coalizione stabile, magari con il premier Giuseppe Conte come federatore di un nuovo centrosinistra, Italia Viva ci starebbe? "Evitiamo troppi film e aiutiamo Conte a fare il premier oggi: è già un lavoro impegnativo così. Ciò che accadrà in futuro - risponde Renzi - è difficile da prevedere. E comunque Italia Viva può arrivare all'accordo con i grillini fino al 2023, alla fine della legislatura, per tutto ciò che sappiamo e che è successo. Ma oltre non è possibile: ci presenteremo separati. Non siamo nati per fare la sesta stella, non siamo soci della Casaleggio, non siamo utenti di Rousseau, noi".

Renzi puntualizza che questo governo "non" è il suo "ma è comunque meglio dell'alternativa: il voto, la destra, il Quirinale ai sovranisti, l'Italia in bilico sull'euro. Chi volendo di più vagheggia nuove elezioni forse si mette in pace la coscienza, ma mette a terra il Paese".

"Se il Pd vuole votare, lo dica. Se i parlamentari del Pd hanno deciso di andare contro il muro hanno il dovere di comunicarlo al Paese e palesarlo in Aula. Per me è una follia, un suicidio di massa. Italia Viva pensa che si debba votare nel 2023, alla scadenza naturale, dopo aver eletto il nuovo Presidente della Repubblica", conclude Renzi.