Governo, Rotondi: "Mai creduto in centrodestra"

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Fi e Lega dicono sì a Draghi, mentre Fdi resta ferma sul no, l'alleanza del centrodestra è finita? "Io non ci ho mai creduto al centrodestra", taglia corto Gianfranco Rotondi, che spera in una riforma elettorale di tipo proporzionale in tempi rapidi per ristabilire le giuste 'distanze' tra i partiti e alimentare una sana concorrenza politica alle elezioni. ''Il centro destra col trattino -spiega all'Adnkronos il vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera- lo dice la parola stessa, è un'alleanza di centro, allargata a destra... Lo ha inventato Berlusconi: quindi, nasce e finisce con le candidature di Berlusconi alla guida del Paese. Abbiamo due destre: una del Nord e una del Sud. Tant'è che chi, come me, viene da una storia di centro, palesemente cerca altre strade...".

Per Rotondi l'unica via d'uscita è una ''legge elettorale proporzionale, così la smettiamo di mescolare pere e mele e finalmente i partiti corrisponderanno a precisi contenuti culturali''. Del resto, fa notare, l'ex leader di Dca, ''il proporzionale si limiterà a fotografare un qualcosa che è già nei fatti.Non a caso, 4 giorni fa ho depositato alla Camera la mia proposta di riforma in senso proporzionale''.

Rotondi condivide il sì di Silvio Berlusconi a un governo Draghi: ''Come sempre ho dato una delega in bianco a Berlusconi: se lui reputa che questa scelta sia il bene del Paese, la storia mi dice che in questo ci ha visto sempre più lungo di tutti''. Anche la Lega, alla fine, ha dato la sua disponibilità a 'Super Mario?: ''Può darsi che Salvini cominci ad ascoltare qualche buon consiglio di Berlusconi...'', taglia corto Rotondi.

Che ne pensa del 'no' della Meloni? ''Non la demonizzo e poi, chi dice che sbaglia ad andare all'opposizione, dimentica che i sistemi parlamentari senza opposizione sono totalitari...'.

''Non sono d'accordo sul fatto che Di Maio stia crescendo come leader politico, perché l'ho trovato già cresciuto...", ha detto ancora Rotondi per il quale il pentastellato non è una 'scoperta'. ''Quando era vicepresidente della Camera -dice il vicepresidente vicario del gruppo di Fi a Montecitorio ed esponente democristiano di lungo corso- Di Maio dirigeva l'Aula come Casini, ovvero molto bene. Io l'ho scritto nel mio libro 'Meglio la Casta'. Luigi è il classico esempio di politico nato già cresciuto, ha un talento naturale".

Secondo Rotondi ora che dopo il fallimento del Conte ter con dentro Matteo Renzi si prospetta un governo Draghi, l'ex ministro degli Esteri avrà ancora un ruolo di primo piano sullo scenario politico, anche perché M5S resta il primo partito in Parlamento. "Adesso le circostanze lo mettono di più in mostra, ma, anche quando era meno esposto, si vedeva che aveva un talento".