Governo, sale pressione su Conte per allargare maggioranza dopo addio renziani

di Angelo Amante
·2 minuto per la lettura
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Roma

di Angelo Amante

ROMA (Reuters) - Dopo aver superato la prova della fiducia in Parlamento, il premier Giuseppe Conte è alla ricerca di voti per puntellare l'esecutivo a Palazzo Madama a seguito dello strappo di Italia Viva.

Il governo ha incassato la maggioranza assoluta alla Camera ma ha mancato quest'obiettivo al Senato, dove si stanno intensificando i tentativi di costruire una "quarta gamba" centrista da affiancare a Pd, M5s e Leu e in grado di rimpiazzare i 18 voti del partito di Matteo Renzi.

L'appello lanciato dal premier a deputati e senatori di fede europeista è rimasto finora largamente inascoltato, e si avvicina la presentazione in aula della relazione annuale in materia di giustizia.

Si tratta di un passaggio solitamente di routine, ma capace adesso di trasformarsi nella prima resa dei conti tra ex alleati con Renzi che ha già annunciato il no del suo partito al documento del dicastero guidato dal grillino Alfonso Bonafede.

A Palazzo Madama, il governo ha incassato 156 sì e 140 no, assieme a 16 astensioni dal gruppo di Italia Viva. La maggioranza assoluta nell'assemblea di 321 componenti è fissata a 161 voti.

Tra i favorevoli alla fiducia ci sono stati però tre senatori a vita, che spesso non prendono parte alle sedute e non possono dunque assicurare un sostegno continuativo a Conte.

Gli alleati di Conte, particolarmente il Pd, hanno insistito affinché il nuovo gruppo dei "costruttori" si formi rapidamente e abbia una consistenza numerica tale da assicurare all'esecutivo il sostegno necessario a fronteggiare la pandemia di coronavirus e la pesante recessione economica.

Se questo non accadesse, diverrebbe concreto il rischio di elezioni anticipate. Una fonte del Pd ha detto che nel partito ci si aspetta la formazione di un nuovo, affidabile raggruppamento nel giro di "pochi giorni" in modo da stendere un nuovo patto di legislatura.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il quale Conte ha avuto un confronto ieri, secondo una fonte politica avrebbe raccomandato di rafforzare la maggioranza non soltanto in senso numerico ma anche sulla base di un progetto politico condiviso.

"Nelle conversazioni private, molte persone mi dicono di volersi aggregare alla maggioranza ma hanno bisogno del loro tempo. Comunque non passeremo il prossimo mese a fare trattative, devono decidersi", ha detto un senatore di maggioranza impegnato nei negoziati, chiedendo di rimanere anonimo.

Molti esponenti di Forza Italia e i centristi dell'Udc hanno smentito di voler offrire una sponda al governo. Di fatto, soltanto due ormai ex forzisti hanno votato la fiducia a Conte al Senato, assieme ad alcuni ex M5s dal gruppo Misto.

Due senatori di Italia Viva hanno fatto capire di poter tornare in maggioranza, mentre per il resto, fanno sapere dal partito di Renzi, il gruppo è compatto.

(In Redazione Francesca Piscioneri)