Governo, Salvini: altri tre no del M5s e cambia tutto

Lsa

Roma, 18 lug. (askanews) - Le sorti del governo sono in mano ai 5 stelle. Se dicono altri tre 'no', ad esempio su questioni quali l'autonomia differenziata, la riforma della giustizia e la manovra "allora cambia tutto". Il Ministro dell'Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, spiega la sua posizione in una intervista al Corriere della Sera, in cui ribadisce che non c'è nulla di vero sui presunti finanziamenti della Russia alla Lega.

Cade il governo? "È una scelta dei 5 Stelle - risponde Salvini - le cose o si fanno o non si fanno. Mi auguro che il loro voto a Merkel e Macron non significhi una manovra alla Monti. Il buongiorno si vede dal mattino e io non so se Ursula von der Leyen sta lì che aspetta di fare crescere l'Italia". Certo, sottolinea "gli attacchi e gli insulti del Pd ci stanno, ma qui ogni giorno due o tre esponenti cinquestelle si alzano e attaccano Salvini. Attilio Fontana e poi Siri, Rixi, Molinari, Romeo, per qualcuno sono tutti colpevoli e ladri a prescindere, atteggiamento poco democratico". Nel merito dei dossier di maggior rilievo che sono sul tavolo dell'esecutivo, Salvini cita "l'autonomia, la riforma della giustizia, la manovra. Con questi tre passi vado avanti, con tre no cambia tutto". Incalzato ancora sul motivo per cui ha deciso di non andare ad elezioni anticipate a maggio risponde: "Non bado alla mia convenienza immediata. Certo, se questi vanno avanti a far così...".

Nell'intervista Salvini afferma che andrà in Parlamento a parlare del caso Russia, "ci andrò, non si preoccupi di quando, ma ci andrò", ma non ha chiarito se si limiterà a rispondere al question time oppure svolgerà un'informativa. Svicola con una battuta: "Faremo una conferenza internazionale". Sull'indagine in corso sostiene che "possono cercare quello che vogliono, ma non troveranno un euro, un dollaro". Quello che troveranno sicuramente, ha precisato, è "la convinzione che i rapporti con la Russia siano fondamentali, che Putin sia un grande uomo di Statoeche le sanzioni siano sbagliate".

Sui rapporti con Gianluca Savoini, il vice premier sostiene di non aver mai detto di non conoscerlo, "lo conosco da 27 anni, la prima volta ci incontrammo alla Statale nel '92".