Governo, Salvini: non è momento disperarsi, vinceremo noi

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Roma, 3 set. (askanews) - "Coraggio, il partito della poltrona oggi ha segnato un gol ma la partita è lunga. Come quando l'arbitro fischia un rigore che non esiste e tu passi in vantaggio anche se sei evidentemente scarso: non è il momento di disperarsi ma di ragionare e di prepararsi cuore e testa". Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, in diretta Facebook.

"60 milioni di italiani - ha proseguito - sono in mano a 100 senatori che hanno paura di perdere la poltrona. Mi fa pena un governo che nasce con l'unico collante di non perdere la poltrona e lasciar fuori dalle stanze del governo la Lega. Con orgoglio ho fatto quello che ho fatto: quando i no avevano superato il livello di guardia abbiamo detto facciamo votare gli italiani".

"Noi siamo pronti amici del prossimo governo giallorosso e mi scuso con i tiforsi romanisti perché il giallorosso rappresenta qualcosa di sacro: questo nasce come un governo di perdenti e poltronari uniti dal collante dell'odio verso la Lega. Mi avrete da oggi più presente di prima, più positivamente incazzato e determinato di prima. Girerò città per città, ci prepariamo a prendere per mano il paese", ha aggiunto.

"Vigileremo che non facciano troppi danni - ha insistito - ma noi vinciamo, la partita è solo rinviata, hanno provato a truccarla e ci stanno riuscendo, giù il cappello, sono aggrappati col vinavil alla poltrona ma arriviamo. Gli italiani non sono fessi, tutto il mondo ha capito che questo governo nasce contro le elezioni e contro la democrazia, contro di me".

"Il governo contro - ha concluso - non va lontano: fate in fretta, mettete sul conto un po' di quattrini, noi ci prepariamo. Vedremo di essere più furbi e determinati, un po' più cattivelli perché evidentemente dal Pd c'è solo da imparare. Un partito che ha perso tutte le elezioni e ce la fa a tornare al governo perché era in crisi di astinenza. Eviteremo che facciano troppi danni, non vi permetteremo di cancellare quota 100, qualcuno vuole riaprire i porti, non ve lo permetteremo".