Governo, Salvini: non penso manchi molto alle elezioni

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Roma, 18 ott. (askanews) - "Chiedevamo elezioni. Pieni poteri nei limiti della Costituzione. Pieni poteri per non fare quello che sta facendo l'attuale governo. Un voto chiaro, un sistema elettorale chiaro e chi vince per 5 anni governa. Come le elezioni dei governatori delle regioni. Un aspirante dittatore non chiede le elezioni, semmai le nega. Non penso manchi molto alle elezioni perché dopo un mese e mezzo, a leggere quello che scrivono i giornali, Di Maio ce l'ha con Conte, Renzi ce l'ha con Zingaretti. Hanno appena approvato una manovra che però Di Maio e Renzi criticano. Zingaretti è scomparso, menomale che me ne avete dato notizia voi altrimenti avremmo chiamato 'Chi l'ha visto?' Non penso che gli italiani vogliano sto teatrino". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a Radio cusano campus commentando la frase pronunciata questa estate in un comizio in cui chiedeva agli italiani "pieni poteri".

Quanto al consenso della Lega, Salvini osserva: "Sento una grande responsabilità. Puoi sbagliare poco, devi lavorare il triplo per portare a casa risultati. Il nostro anno al governo ha dimostrato che volere è potere perché sull'immigrazione ci hanno sempre detto che non si poteva far nulla, però abbiamo tagliato del 90% il problema. Infatti in questi primi mesi del governo di sinistra gli sbarchi sono triplicati. Sicuramente c'è stata un po' di ingenuità, di romanticismo, perché magari altri sarebbero rimasti incollati ai ministeri anziché chiedere di andare a votare visto che non ci volevano far fare il taglio delle tasse. Continuo, in attesa che gli italiani possano tornare a votare e si possa andare al governo con una coalizione diversa rispetto a quella con i 5 Stelle. Il 90% dei nostri sforzi sono dedicati al tema del lavoro, delle tasse, dello sviluppo. Avevamo tenuto il problema degli sbarchi sotto controllo, per questo volevamo dedicarci ad altro. Il problema immigrazione era uno dei 50 problemi italiani e purtroppo rischia di tornare ad esserlo. Siamo scappati per paura della manovra? E' vero l'esatto contrario. Avevamo già pronta una manovra più coraggiosa, con 12 miliardi di tagli fiscali, che ovviamente avrebbe richiesto un confronto con l'Europa ben più serio di quello che Conte sta portando avanti. In questa manovra tutte le nuove tasse entrano in vigore dal 1 gennaio. Gli eventuali aiuti alle famiglie, alle imprese, entrano in vigore tutti dal prossimo autunno. Gli italiani scemi non sono, è l'ennesima fregatura"