Governo, Savona: "Mi hanno chiesto di abiurare come Galileo. Non l'ho fatto"

Matteo Bosco Bortolaso
Paolo Savona presenta il suo libro "Come un incubo e come un sogno" alla Stampa Estera

"Mi hanno chiesto l'abiura, e se l'avessi fatta sarei al ministero dell'Economia. Poi uscendo avrei dovuto dire 'eppure si muove', come Galileo, ma non ci si comporta così". E ancora: "Ho attraversato Scilla e Caridda, legato ad un palo, ascoltando le sirene. Ora sono e più sereno e sicuro". Queste due frasi mostrano bene lo spirito - brillante e sulfureo - del nuovo ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, ospite dell'associazione della Stampa estera di Roma per presentare il suo ultimo libro, 'Come un incubo e come un sogno'.

Nel piano originale M5S-Lega, Savona doveva andare al dicastero dell'Economia, ma il suo nome è stato bloccato dal Quirinale. Al suo posto è andato Giovanni Tria, docente a Tor Vergata. Per finire al posto di Tria, Savona avrebbe dovuto rinunciare pubblicamente alle sue idee, come Galileo. Ma l'economista 82enne non ha voluto far questo. Comunque, ora prova quasi "un senso di sollievo", nel vedere Tria, e non se stesso, in via XX Settembre: "Se penso a quello che deve fare un ministro dell'Economia di questi tempi, beh, allora deve essere giovane, coraggioso e con un pizzico di incoscienza", ha sottolineato.

Savona tiene con forza alle sue idee "da analista che fa diagnosi", ma queste idee vanno separate dal ruolo di ministro, che lui interpreterà così, "da tecnico che prende decisioni tecniche, le quali vanno sui tavoli dei politici, che poi hanno l'ultima parola". Ad ogni modo, la sua opinione circa l'euro è che "non solo ha aspetti positivi, ma ha aspetti indispensabili: se vuoi un mercato unico devi avere una moneta unica". Detto questo, "la costruzione economica europea è una costruzione limitata, va perfezionata", ha detto Savona, ricordando che lo stesso Carlo Azeglio Ciampi sottolineava che il sistema economico europeo è "affetto da zoppìa".

Sotto la costante pressione dei cronisti, Savona ha ripetuto che "non esiste un Piano B e non ho mai chiesto di uscire dall'euro: cosa altro volete? La mia posizione è chiara". Ma Savona è stato incalzato ancor più, leggendo brani del suo stesso libro. Quindi, piccato, Savona ha risposto a un giornalista: "Lei ha fatto talmente tanta confusione, che ora le darò altro materiale su cui ricamare, e quindi non risponderò".

L'economista, specie in passato, non ha risparmiato critiche verso Berlino. Adesso invece guarda a Parigi come possibile alleato. E questo perché "se ciascuno si trincera dietro alla sua filosofia - l'economia è una filosofia - non andiamo da nessuna parte; se invece troviamo un punto di incontro, rilanciamo alla grande l'Europa, e questo al momento è dentro le istanze della presidenza francese".  Savona, sottolineando il suo stesso ruolo può servire ad incanalare critiche e rabbia verso l'Europa, ha però detto che l'obiettivo è una correzione dell'architettura comunitaria, attraverso un suo rilancio che dovrebbe passare con "più Erasmus" e "una scuola comune europea".